Elly

Voi credete nelle coincidenze?

A fine estate Simone si trovava, come tanti altri suoi colleghi, alle prese con quelle noiose riunioni dove venivano assegnate le cattedre annuali per chi non era ancora di ruolo. Quell’anno le convocazioni erano state anticipate presso un’altra città e, per la paura di rimanere senza un posto, decise di prendere cattedra presso una nuova scuola.

A settembre Simone si presentò presso l’aula docenti per cercare di ambientarsi e conoscere qualche nuovo collega. In quel momento vide una ragazza con i capelli tinti di bianco alle prese con il suo portatile. Sembrava estranea all’ambiente, poco affine a comunicare e a interagire con gli altri suoi colleghi, come se il suo fisico fosse li ma i suoi pensieri volassero altrove. Con una scusa cercò di attaccare bottone perché quella ragazza misteriosa aveva qualcosa che lo incuriosiva, aveva deciso di conoscerla.

Da un semplice scambio di battute si arrivò presto a scambiarsi reciprocamente i numeri di telefono, a vedersi al di fuori della scuola e ad iniziare una frequentazione. Avevano molto in comune, i discorsi erano fluidi e condividevano molti aspetti delle loro reciproche esistenze.

Francesca era molto presa dalla storia mentre Simone cercava di tenersi a tenute distanze. Lui aveva da troppo tempo vissuto le sue storie in modo leggero, non voleva farsi coinvolgere emotivamente perché credeva che solo in superficie non si potesse un giorno soffrire nel caso in cui tutto potesse arrivare al termine. La paura di soffrire non gli permetteva di aprirsi o di esporsi.

Quel suo atteggiamento faceva soffrire molto lei che, per paura di perderlo, accettò quel tipo di rapporto anche se dentro lei stava piano piano morendo. Lei avrebbe tanto voluto capire cosa lui veramente provava ed invece lasciò che la sua sola presenza le potesse bastare. Si nutriva del poco che lui gli offriva.

Un giorno lei si presentò a casa sua senza quel bel sorriso che l’aveva da sempre contraddistinta e decise di lasciarlo perché il suo sentimento si era trasformato in semplice bene e che avrebbe voluto averlo nella sua vita come semplice amico. Come poteva un sentimento profondo divenire all’improvviso così leggero e superficiale? Lei non avrebbe mai accettato un suo rifiuto e quindi decise di salvarsi da un possibile rifiuto.

Lui non volle aprire nessun dialogo e fece finta che quella sua decisione gli andasse bene. Non passò molto tempo che lui iniziò a sentire la sua mancanza e finalmente decise di farsi una semplice domanda: “Che cosa provi veramente per lei?“.

Quando capì di provare qualcosa di profondo cercò in ogni modo di vederla, ma lei era scomparsa dalla sua vita. Lui dovette sudare le cosiddette “sette camicie” per ottenere un appuntamento con lei e bastò trovarsi l’uno di fronte all’altro per capire che lei aveva mentito a lui e, forse, a se stessa. Lei in fondo provava lo stesso sentimento che provava lui e quella sera fecero l’amore come forse mai avevano fatto. In quella sera le loro anime si riconobbero e tutta la freddezza di quella calda estate si sciolse all’improvviso. Sembrava che finalmente potessero giocare ad armi pari, le maschere caddero a terra e iniziarono a vedersi per quello che erano da sempre stati. Era bastato vedersi negli occhi, spegnere le teste, mettere in pausa i pensieri e lasciare che fossero i loro battiti e le loro emozioni a guidarli l’uno verso l’altro.

Il rapporto riprese nella loro quotidianità e sembrava che avessero finalmente trovato un equilibrio di coppia. Lui continuò a comportarsi come aveva sempre fatto e lei tornò a condividere con lui il suo tempo libero. Nel frattempo però gli impegni personali di lei erano diventati tanti e spesso questi carichi portavano in lei un forte stress. Lui non si lamentò mai e accettò i tempi che lei gli concedeva. Per lui stare insieme non era mai stata una questione di quantità perché la qualità del tempo trascorso assieme e con lei lo rendeva sereno, tranquillo e felice. La sua presenza gli permetteva di affrontare i suoi impegni con grande serenità e concentrazione.

L’abitudine del rapporto e l’ambizione di lei portarono la loro storia verso uno stallo nel quale nessuno dei due trovava il coraggio di aprire questioni importanti e scomode come la sfera emotiva e la progettualità.
Lui credeva che lei non fosse intenzionata a rinunciare alla sua indipendenza, necessaria al raggiungimento dei suoi obiettivi e lei non si esponeva perché aveva da sempre difficoltà nel parlare di emozioni e aveva bisogno di lui come un porto sicuro dove potersi rifugiare quando la sua vita era in piena tempesta.

Francesca legava il suo sentire alla progettualità e capì che l’assenza dell’idea di convivenza provenisse da un sentimento debole che con il tempo si era piano piano affievolito. Quell’idea di amore si era per l’ennesima volta trasformata in semplice affetto.

Simone proveniva da una famiglia costruita senza amore e quindi era cresciuto con la paura di riprodurre da grande lo stesso modello di famiglia. Aveva un estremo bisogno di essere rassicurato perché non avrebbe mai costruito una famiglia senza sapere che dall’altra parte ci sarebbe stata una donna disposta ad amarlo veramente e che non gli avrebbe mai girato le spalle alle prime difficoltà o crisi.
Francesca l’aveva già lasciato un paio di estati prima mentendo e, probabilmente, una parte di lui era diffidente verso il suo sentire. Quella mancanza di fiducia gli aveva generato una difesa verso qualsiasi progetto che avrebbe potuto mettere in discussione il suo fragile equilibrio emotivo.

La sua ossessione verso i suoi traguardi professionali portò Francesca a vivere una profonda crisi nella quale venne incluso anche Simone e la loro storia. Lui lasciò a lei il tempo per fare ordine nella sua vita e aspettò che lei avesse il coraggio di emettere la sua sentenza.

Quell’incontro non avvenne mai perché lei non ebbe mai il coraggio di affrontare di persona la questione, lasciando lui in un lungo limbo dove piano piano il suo cuore moriva pieno di dubbi e di domande che non riuscivano ad avere quelle risposte che tanto desiderava.

Simone utilizzò il cellulare per aprire un varco, lunghe telefonate necessarie ad ottenere quelle risposte che lei ostinatamente cercava di custodire gelosamente. Lei non riusciva ad essere diretta, onesta, sincera, non gli permetteva di liberarsi da quella nebbia che lui non avrebbe mai voluto attraversare da solo.

Come era possibile che una donna potesse passare dall’amore al voler bene in tempi così rapidi? Come si poteva andare così d’accordo senza mai esprimere dubbi o paure?

Simone avrebbe voluto solo essere partecipe del processo, avrebbe voluto sapere quello che Francesca provava, aiutarla magari a fare chiarezza dentro di lei in modo da comprendere se i loro sentimenti divergevano verso distanti direzioni, ma il suo egoismo non ha permesso a lui di scegliere se restare oppure andarsene.


Simone ha vissuto una storia apparentemente felice che, nella profondità del suo cuore e dei suoi pensieri, si stava piano piano trasformando in un infermo dove lui si sarebbe inevitabile bruciato. Se Francesca fosse stata onesta e sincera, se avesse trovato il coraggio di condividere, Simone avrebbe potuto salvarsi da quell’incendio, ma lei aveva deciso di viverlo fino a quando ne avrebbe avuto bisogno, per poi distruggere tutto quello che insieme avevano costruito.

In pochi mesi Simone ha dovuto gestire da solo il proprio dolore, non ha potuto condividere con la sua compagna di vita il suo sentire, non ha avuto la possibilità di scegliere se restare o andarsene.

Quando si ama il prossimo si dovrebbe volere la sua felicità con o senza la nostra presenza. Tenere qualcuno nella propria vita per paura di restare da soli è un gesto crudele e da codardi. Se Simone avesse conosciuto i dubbi di Francesca sarebbe probabilmente stato lui a chiudere la storia perché lui era convinto di renderla felice, ed invece ha vissuto in una bolla che ad un certo punto è scoppiata con lui dentro.

La paura di Francesca, la sua incapacità emotiva e i suoi dubbi sul suo sentire, hanno alla fine distrutto tutto e lui ha perso la fiducia e la stima verso colei che amava.

Simone avrebbe voluto vederla per condividere con lei un arrivederci, avrebbe voluto lasciarla con quella piccola probabilità di rincontrarsi magari un giorno, se il destino gli avesse concesso una seconda possibilità, ed invece ha dovuto scrivere da solo la parola fine, un amaro e triste addio.

Un giorno Simone saprà perdonarla, saprà cancellare quella indifferenza e tutto il dolore che ha dovuto gestire da solo, ma non potrà mai più fidarsi di lei e soprattutto del suo cuore. La sua confusione emotiva è quel regalo che lui non avrebbe mai voluto ricevere.

Se ci pensate bene è Il destino che ci permette di incontrarci nella vita, ci offre una preziosa possibilità, ma sono poi le nostre scelte ad allontanarci e a farci perdere per sempre. Forse in un’altra vita, sicuramente non più in questa.

Ero il tuo porto sicuro, la tua felicità.

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