Ora che sei lontana da me e dalla mia vita te lo posso urlare: “ Se non posso averti, se non posso amarti, se non posso renderti felice, allora voglio che tu lo sia dove e con chi tu vorrai ”.
Tu che senza saperlo mi hai liberato.
Io che ho sempre vissuto in superficie, giorno dopo giorno senza programmare, progettare e sognare di costruire una relazione vera, sana e profonda.
Io che sono cresciuto in una famiglia disfunzionale dove ho avuto tutto e alla fine nulla.
Io che non ho avuto esempi d’amore, relazioni complesse tra uomo e donna dove nel passare degli anni e di lunghe generazioni l’egoismo e l’opportunismo hanno sempre vinto su tutto.
Io che sono cresciuto nella paura di legarmi a qualcuno come se aprirsi, mostrare il proprio cuore, fosse una forma di debolezza.
Io che nella mia famiglia ho da sempre imparato ad essere pratico e risoluto, dove mostrarsi sensibili, fragili e vulnerabili fossero emozioni sconosciute, complicate da spiegare e soprattutto da gestire.
Io che lavoro ogni giorno dentro di me per paura di chiudere quel canale dove resto in contatto con la mia intimità.
Io che ascolto canzoni, guardo serie TV e film e leggo libri che possano accendere in me una piccola emozione, luoghi lontani che ogni tanto fanno emergere un piccolo brivido lungo la schiena, attimi dove la mia pancia inizia a vibrare e dove una lacrima possa bagnare il mio viso e la mia barba.
Io che racchiudo la mia storia sulla pelle per non dimenticarmi ogni tappa che mi ha portato a conoscere quella mia parte nascosta che oggi finalmente convive con me.
Io che sono spaccato in due tra ragione e sentimento, tra luce e ombra, tra rabbia e consolazione, tra gioia e dolore, tra vita e morte.
Io che ho lasciato andare il lavoro perché non ne volevo più essere schiavo, io che ho paura ad ogni fine anno scolastico perché troppo tempo libero non può essere sprecato a fare niente.
Io che sto imparando ad annoiarmi, a non dover organizzare sempre qualcosa per non sentire il vuoto.
Io che mi affido al futuro e che spero che questa vita mi possa ancora per un’altra volta sorprendermi.
Io che sogno una storia nella quale mettermi in gioco.
Io che sogno una persona che mi voglia bene per quello che sono.
Io che sogno chi saprà vedere oltre l’apparenza, chi saprà prendersi cura delle mie pause, dei miei allontanamenti, del mio forte desiderio di chiudermi.
Io che ti vorrei tanto parlarti, abbracciarti e salutarti.
Io che non porto più rancore, rabbia ma solo bene puro.
Io che trasformo quell’amore in aspettative e sorrisi verso quel destino che mi ha fatto spazio per qualcosa che ancora oggi non vedo, ma che so che mi sta aspettando da qualche parte in questa strana e meravigliosa vita.
Io che resto qui con il cuore pieno di gioia, paura e grandi aspettative.
Io che resto ottimista.
Io che custodisco un sole gigante.
Io che sorrido quando piove perché so che non potrà mai essere così per sempre.
Io che sono stato il tuo tutto e oggi il niente, l’ho accettato sai e non fa più male.
Io che ti vorrei vedere felice.
Sii felice, promettimelo, sempre.
Io che ti amerò sempre.
Io che ti ho lasciato andare.
Io che non mi girerò più indietro.
Io che non farò più parte del tuo mondo, ieri, oggi e domani.
Io che mi prendo cura di me.
Io senza te, senza un noi.

