L’appeso

Sapete cosa ci rende non vivi? 

L’attesa che qualcosa o qualcuno possa cambiare. L’idea che quella persona possa fare un passo indietro, ricredersi e comprendere tutto ciò che hai fatto.

Mi sono sentito per tanto tempo appeso ad un filo che la mia mente aveva costruito e nel quale restavo in bilico “tra santi e falsi dei”.

Mentre l’altro costruisce una sua nuova identità, nuovi progetti e frequenta nuove persone, tu resti nella maledetta convinzione che qualcosa possa cambiare quando in fondo nulla cambia e nulla poi cambierà.

Lavori su di te per migliorare, per diventare quella versione che forse l’altro desiderava, per poi scoprire che non gli interessava affatto vedere.

Ti ritrovi ad aprire il tuo cuore verso il mondo e scopri che il mondo ti vede, ti riconosce, ti apprezza, a volte anche ti ammira, tranne proprio quel singolo soggetto che tu osservi da lontano.

Hai messo da parte la ragione, i pensieri e tutta la razionalità che per anni ti aveva protetto come uno scudo durante una lunga battaglia con l’amore e con tutte quelle fottute aspettative.

Ti fidi del prossimo, inizi a lasciar cadere ogni forma di protezione e resti nudo e scoperto davanti al destino.

Proprio la vita ti mette davanti all’ennesima sfida e tu pensi di aver perso per l’ennesima volta.

Passi il tempo a chiederti perché proprio a te, tu che hai lavorato e faticato tanto ad aprirti, tu che non riesci a nasconderti dietro maschere, tu che sei sempre e solo te stesso.

Poi inizi ad accettare la verità, quella che fa male e che non avresti mai voluto affrontare.

Non possiamo controllare i sentimenti e le azioni altrui, ognuno ha il proprio personale viaggio verso quella crescita e consapevolezza che arriva con tempi diversi dai tuoi.

Comprendi come l’universo ti protegge e ti allontana da situazioni e persone che non ti appartengono più.

Ogni delusione diventa una lezione e tu da buon apprendista prendi appunti e costruisci piccoli tasselli che piano piano ti portano verso la fine, la risoluzione del tuo interiore conflitto, la luce in fondo al tunnel.

E’ proprio vero quando ti dicono che la vita non ti porta quello che desideri ma quello di cui tu hai bisogno.

Certe situazioni arrivano per farti fare un salto di qualità, inizio a sentirmi onorato di tutte queste sfide perché se oggi sono la persona matura, sensibile e consapevole lo devo a tutti quei momenti bui che altre persone mi hanno fatto vivere e che io ho fatto vivere a mio modo agli altri.

Le persone sono il mezzo per raggiungere un fine più alto e meritevole: la migliore versione di te.

Lasciarle andare spesso fa male perché in quelle persone vi era una versione di te che ti piaceva, che ti faceva sentire importante e al sicuro e quindi senza di loro inizia un nuovo viaggio verso una versione diversa e sconosciuta.

Crediamo che senza quella parentesi non saremo più sereni e felici mentre saremo semplicemente diversi,

Occorre lasciarsi andare al flusso della vita e degli eventi e saranno proprio loro a ridisegnarci e a comprendere come la nostra visione della vita sarà diversa e sicuramente migliore.

Avere il coraggio di lasciare andare significa permettersi di tornare a vivere ed è quello che ho scelto di fare.

Buon vento a tutti voi e non abbiate mai la paura di superare una tempesta perché prima o poi il sereno verrà a prendervi, fidatevi.

Un abbraccio forte.

The Prof.

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