5

La percezione forte è che oggi il 5 è diventato il nuovo 6.

 
Fino a prova contraria la banda della sufficienza parte dal 6, per arrivare poi fino ala perfezione rappresentata dal 10.

 
Il 5 sta diventando oramai un voto troppo labile, manipolabile e facilmente modificabile, divenendo oramai una sufficienza risicata, aprendo la banda di un nuovo voto.

 
Quando uno studente, per esempio, ha una media appena sopra il 5, viene presentato come un voto tendente al 5,5, per poi diventare 6 grazie ad una lettera di studio estivo individuale oppure addirittura grazie al voto del consiglio di classe.

 
Questa estrema e lecita scelta sta abbassando l’asticella verso il basso, creando un trend di buonismo a mio parere molto pericolo. Presentare uno studente con una insufficienza non troppo grave porta il docente stesso e il Consiglio di Classe a ragionamenti e calcoli pro studente. 

Per forzare un debito certo si è costretti a presentare lo studente con un voto molto basso, penalizzando a volte in modo molto duro il ragazzo stesso. Per evitare questo meccanismo perverso, un docente si vede costretto a presentare valutazioni molto basse e quindi non sempre corrette.

 
Credo che ogni docente debba avere il coraggio di non farsi manipolare dalle circostanze perché, quando si presenta qualcuno con un 5 e spicci, quella valutazione rappresenta 9 mesi di lavoro e di impegno e per questo non dovrebbe mai e poi mai essere modificato e portato ad un scarso 6.

 
Questo buonismo, a volte accompagnato da una una certa leggerezza, sta portando molte lievi insufficienze a stringate sufficienze e a troppe seconde possibilità a settembre, con debiti poi spesso troppo facilmente recuperabili a fine estate.


Si parla oggi della bocciatura come dispersione scolastica, ma credo che si bocci ancora troppo poco e si stia spingendo la scuola verso una costante seconda, terza o addirittura quarta possibilità di sopravvivenza didattica.


Per me l’istruzione è una cosa seria e il diploma dovrebbe essere un reale e sudato traguardo che non può essere alla portata di tutti. 

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