Questa mattina ho finito di interrogare i miei ragazzi di seconda e, al termine della lezione, ho voluto scambiare con loro alcune riflessioni.
Credo che oggi i ragazzi vomitino il loro sapere di getto solo ed esclusivamente per il voto. Se parti con una domanda generica stappano la bottiglia e fanno uscire di getto le stesse frasi scritte sul libro o sulle slide che gli ho condiviso in rete.
Non si gustano il contenuto della bottiglia, non riescono ad assaporare ogni singolo sorso di quel sapere. Buttano giù senza alcun gusto e senza alcun arricchimento culturale di base.
Il giorno dopo, come ogni sbornia che si deve, non ricordano nulla del giorno prima e si ritrovano con lo stomaco vuoto e un gran mal di testa.
Occorre partire da questa nuda e cruda verità per mettere il piedi un cambio radicale nel modo di insegnare e di apprendere, per evitare che questo trend infinito si ripeta in eterno.
Partiamo per esempio da penalizzare la pura memorizzazione, obblighiamoli a trovare personali definizioni, chiediamo loro esempi e utilizziamo spesso la parola perché.
Facciamoli scavare nel profondo, ragionare sul senso di quanto appreso, che legami questi argomenti hanno con altre discipline o con la realtà che li circonda.
Stimoli e curiosità sono piccoli suggerimenti per grandi cambiamenti.

