Partiamo da un risultato che emerge chiaramente dal questionario auto valutativo che da anni faccio compilare ai miei studenti: ” Il docente è scocciato e/o irritato quando è tenuto a rispiegare un argomento svolto “. Questa indicazione la rileggo in tutti i miei questionari precedenti ed emerge forte la necessita di trovare una concreta soluzione a questa mancanza di comunicazione e chiarezza tra il docente e il suo gruppo classe.
Gli studenti non fanno quasi mai domande, un dato di fatto, che parte da una mancanza di comunicazione e di empatia tra le parti coinvolte. Da una parte il docente si scoccia nel dover rispiegare un argomento che, in modo a volte arrogante, pensa di aver spiegato in modo preciso e insindacabile. Dall’altra vi è il gruppo classe che è intimorito e non abituato a chiedere una ulteriore spiegazione, sperando di poterlo capire da solo o attraverso l’aiuto de propri compagni, se disposti a farlo.
L’inghippo comunicativo sorge da una sbagliata percezione bilaterale delle parti in causa. Da una parte lo studente è convinto che il docente rispieghi l’argomento con un tono seccato e irritato, oppure non sia in grado di spiegare lo stesso argomento in modo diverso, dall’altra parte il docente è convinto che questa ulteriore spiegazione non sia altro che un rimedio allo scarso impegno casalingo della classe e un modo per ripassare senza sforzo ed impegno personale.
Questa situazione ha una conseguenza, purtroppo, molto grave: in classe non vi sono domande ( l’alzata di mano è un gesto utilizzato solo ed esclusivamente per uscire e andare in bagno ), portando il docente a credere che tutta la classe sia preparata, per poi infine scoprire, solo in sede di verifica scritta o di colloquio orale, che molti ragazzi non hanno capito l’argomento svolto, con risultati finali molto al di sotto della richiesta sufficienza.
Scoprire che molti studenti sono andati male è una sconfitta e delusione personale per il docente stesso. Quante volte a fine anno scolastico scopriamo di colleghi che presentano più del 50% della classe con una insufficienza lieve o grave.
Come risolvere il problema?
L’anno prossimo vorrei inserire in aula un cestino magico.
Comprerò un piccolo cestino nel quale ogni studente, in modo anonimo, potrà inserire un biglietto con una o più domande sull’argomento che stiamo svolgendo. Ogni qualvolta vi sarà un bigliettino al suo interno, spenderò i primi o gli ultimi minuti della lezione nel rispondere alle domande poste.
Spero che con questa semplice e pratica soluzione, possa spronare tutti i ragazzi a chiarire i propri dubbi consapevole che, la domanda di uno, potrebbe aiutare a risolvere problemi di altri che, per timidezza o paura, non trovano il coraggio di porre un quesito difronte ad un pubblico, nonostante questo pubblico sia composto dai propri compagni di classe.
Good vibes.

