Questionario di fine anno
Oramai è tradizione chiedere ai miei ragazzi, come ultimo compito, quello di completare un questionario qualitativo del mio corso e del mio operato.
Ogni anno questo giorno arriva e la sensazione che provo è sempre la stessa: rabbia.
Vi chiederete perché dovrei sentirmi così arrabbiato e la risposta deriva dalla mia incapacità di gestire alcuni aspetti della mia persona e della mia didattica.
Momenti in cui non sono stato capace di gestire i conflitti, un’interrogazione nella quale non sono stato capace di far sentire a proprio agio lo studente, una parola di troppo o una parola di conforto non detta. Qualcuno che si è sentito preso di mira, gelosie legate alla sensazione di avere delle preferenze. Una verifica non ritenuta consona a quanto svolto in classe, una correzione poco precisa o una griglia di valutazione non compresa a piena.
Sapete perché ho deciso volontariamente di farmi giudicare in modo anonimo dai ragazzi?
Perché solo attraverso le critiche posso provare a cambiare non solo il mio modo di insegnare, ma soprattutto il mio modo di stare in aula con e per loro. Smussare gli angoli, essere maggiormente empatico e di aiuto alla loro crescita.
Con questo semplice ed efficace strumento i ragazzi si sentono finalmente dall’altra parte della barricata, possono togliersi dei sassolini dalla scarpa e non immaginate come fanno male quando li senti come pietre dritte sulla bocca dello stomaco.
Immaginatevi se questa mia personale scelta divenisse una buona prassi nelle scuole. Immaginatevi come si potrebbe cogliere tutti i difetti di una classe lavorativa che troppo spesso si sente arrogante, irraggiungibile e intoccabile.
Troppi docenti si chiudono nelle loro convinzioni di perfezione e questo purtroppo limita il processo di cambiamento e di miglioramento qualitativo, non solo del singolo, ma dell’intera categoria.
Un punto di partenza con il quale riflettere sul futuro, sulle scelte di eventuali corsi di perfezionamento o addirittura di cambiamento radicale di tanti limiti che ostacolano poi l’apprendimento dei ragazzi e di quel clima di classe fondamentale per creare un vero gruppo coeso di lavoro.
Oggi sento rabbia, domani proverò a trasformarla in idee per ripartire a settembre con qualche importante cambiamento.
Essere giudicati non è sempre piacevole, mettersi a nudo a volte può fare molto male.
Grazie ragazzi ![]()
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