Ieri sera è terminato il campionato mondiale di volley femminile e la Serbia è stata incoronata regina.
L’Italia ha vinto la finale per il terzo posto contro gli Stati Uniti d’America, portando a casa un’importante medaglia di bronzo.
Che cosa è rimasta di questa bellissima competizione?
Il caso Paola Egonu.
La nostra campionessa è esplosa alla fine della finalina mostrando tutta la sua sensibilità e fragilità.
Sono convinto che in caso di vittoria finale certe sue affermazioni non sarebbero uscite e sarebbe stata capace di andare oltre certe affermazioni o situazioni che fanno purtroppo parte della nostra società.
Gli odiatori seriali del web esistono e purtroppo hanno campo fertile nella selvaggia rete. Certe persone non accettano e non identificano italiana una ragazza di colore nata in Italia da genitori stranieri. Altre persone non accettano l’amore verso lo stesso sesso e magari non accetteranno la tua ideologia religiosa, politica, ecc.
Che cosa fare quando la minoranza dichiara la propria presa di posizione sbagliata, limitata e difforme dall’evolversi della società moderna?
Occorre trovare dentro di sé la forza di fregarsene. La capacità di trasformare la rabbia in energia positiva. Trasformare il dolore della discriminazione in gioia per i risultati e i traguradri che il duro lavoro ti darà in futuro.
Paola Egonu è una ragazza giovane, un opposto che si è caricato sulle spalle il peso di un’intera nazione che, ha rivolto su di lei, il sogno di una vittoria da favoriti.
Paola aveva tutto da perdere e ha pagato a caro prezzo quel pallone che ci avrebbe portato, durante la semifinale, in vantaggio 2 set a 1 contro gli Stati Uniti d’America.
Ora si sente stanca, svuotata e vulnerabile. Ogni commento sgradito, ogni domanda scomoda e non affine alle sue corde, colpisce, ferisce, fa riflettere e fa pensare al peggio.
Per fortuna quest’anno lei avrà la possibilità di giocare all’estero. Potrà allontanarsi dal nostro Paese e provare un percorso sportivo e di vita diverso, nuovo e speriamo stimolante.
Sono convinto che il tempo curerà ogni sua ferita e spero che questa fenomenale atleta possa continuare a rappresentare la maggioranza degli italiani che, ripongono in lei, la speranza di continuare ad essere una squadra tra le prime al mondo.
Perdere fa bene, ti insegna che non puoi sederti e godere delle grandi abilità fisiche che madre natura ti ha donato. Non puoi e non devi trovare scuse o alibi per ammorbidire la sconfitta. Ha perso perché qualcosa ancora le manca e deve trovare la forza di migliorare tecnicamente per essere poi la migliore atleta del mondo. Boskovic è oggi la migliore atleta di pallavolo del mondo ed oggi festeggia la seconda medaglia d’oro consecutiva.
Occorre partire da questo dato di fatto e lavorare per dimostrare a se stessa e al resto del mondo che può diventare la migliore e portarci un giorno sul gradino più alto del podio.

