La scuola pubblica italiana viaggia a vista in un mare turbolento dove รจ ancora molto lontana la terra ferma.
Con il termine dello stato dโemergenza, i docenti non vaccinati sono ritornati a scuola senza poter insegnare, mansione per la quale sono retribuiti.
I sindacati hanno avuto un ruolo importante nella vicenda e sono riusciti a reinserire i โcattiviโ nel loro luogo di lavoro. Purtroppo la situazione, molto controversa e aggiungerei paradossale, รจ l’ennesima patata bollente nelle mani dei dirigenti che devono inventarsi nuove mansioni per rendere giustificato, e aggiungerei โproduttivoโ, il loro stipendio.
Da aprile a giugno i contribuenti si troveranno a pagare tributi per due insegnanti: il titolare di cattedra, impegnato in mansioni extra didattiche (?) e il supplente, portavoce del titolare in aula.
Lโennesimo esempio di spreco di denaro pubblico a causa dellโincapacitร degli apparati pubblici nel gestire eventi che bisognava prevedere e risolvere in anticipo.
Passiamo ora al doloroso tema dei concorsi pubblici.
Questi terribili test a crocette che hanno mostrato al mondo lโignoranza e la pochezza culturale di molti insegnanti precari che insegnano da diversi anni presso le nostre scuole nazionali.
Siamo cosรฌ convinti che questi catastrofici risultati siano espressione di una reale mancanza di preparazione del corpo docente, oppure sono strumenti inefficaci di valutazione?
I pochi sopravvissuti alle prove scritte saranno domani i migliori docenti per la scuola pubblica italiana?
Le sfide che questi neo assunti dovranno affrontare quotidianamente in aula si potranno risolvere a suon di nozioni e di definizioni apprese in modo mnemonico allโuniversitร ?
Lโattuale Ministro Bianchi ha glissato sul tema affermando di aver ereditato dal passato questa brutta tipologia di selezione del personale docente e lโex Ministro ha rigettato le accuse affermando che, lโattuale Ministro, poteva non firmare i decreti e mettere mano alla questione.
Una vecchia storia di stampo italiano nella quale, scaricare colpe allโesterno affermandone lโassenza di responsabilitร , sembra essere la prassi e quasi mai l’eccezione.ย
Intanto le cattedre vacanti non verranno riempite a causa delle numerose bocciature e, il tema del precariato di settembre, continuerร a tenere banco nelle prime pagine dei giornali anche per il prossimo anno scolastico.
Per concludere In questi giorni Bianchi ha parlato della necessitร di una nuova ed ennesima riforma della scuola.
Credo che il settore della scuola sia il compartimento pubblico che abbia avuto il maggior numero di riforme negli ultimi ventโanni. Nessuno dei suoi predecessori รจ stato capace di dare una svolta riformista e innovativa a questo vecchio dinosauro che stanco si trascina verso un futuro pieno di sfide mai vinte.
Nello specifico voglio mettere l’accento sullo spinoso tema dell’edilizia scolastica e sui numerosi fondi spesi per rattoppare situazioni drammatiche e troppo spesso dimenticate. Troppe sono le scuole vecchie e quelle nuove dotate di una lenta e minimale manutenzione ordinaria. Occorrerebbe in tanti contesti radere al suolo tutto e ricominciare da zero, progettando edifici che fossero idonei allโapprendimento e rispettosi dellโambiente.ย
Creare dei poli dove far convogliare la conoscenza con la presenza di numerosi servizi accessori come bar, ristoranti, negozi, cinema, teatri e biblioteche.
Locali moderni e accoglienti allโinterno di immensi spazi verdi dove i ragazzi possano stare assieme allโaria aperta e studiare durante il periodo estivo.
Palestre, piscine e attivitร sportive allโaperto che invoglino i ragazzi a praticare esercizi fisici e magari creare gruppi sportivi di tipo amatoriale.
Una scuola capace di integrare alle attivitร mattutine quelle pomeridiane, non come momenti sporadici e discontinui, ma all’interno di una programmazione annuale con docenti pagati per fare il loro lavoro a tempo pieno.
La vera riforma passa per una modifica contrattuale e di mansioni che permetta ai docenti professionisti di poter mettersi a disposizione degli studenti per corsi di recupero fuori aula e di perfezionamento e di miglioramento per le eccellenze.
Chiedere ai docenti di dover spendere parte del tempo alla mattina per i recuperi dei deboli รจ un torto che si fa per tutti coloro che vorrebbero, non solo completare il programma annuale previsto in sede di programmazione, ma anche avere del tempo extra per approfondire quanto appreso e accrescere le loro numerose curiositร .
Una vera riforma non passa solo attraverso lo stanziamento di fondi o nell’accorpare o modificare i piani di studio, ma attraverso progetti definiti in anticipo e da realizzare attraverso scadenze rigorose e una quantificazione monetaria certa e precisa.
Nuove scuole, un nuovo contratto collettivo nazionale, la didattica a tempo pieno e digitale, potrebbero essere i nuclei centrali di una vera riforma della scuola che rompa definitivamente con il passato e possa portare il nostro Paese verso il futuro e in concorrenza con le eccellenze europee e mondiali.

