La ricerca della verità è un pò come quella del colpevole.
Oggigiorno siamo tutti alla disperata ricerca di informazioni che possano, non solo alimentare la nostra sete di comprensione di un argomento, ma che possano portarci ad una definitiva e inamovibile conclusione.
Vi è un disperato desiderio di prendere una netta posizione su ogni tema che ci coinvolge direttamente o meno.
Il Covid esiste, Il Covid non esiste. Il virus è naturale, il virus è artificiale. Il Green Pass è un atto amministrativo, il Green Pass è illegittimo e anticostituzionale. Il vaccino non ha grossi effetti collaterali, il vaccino ci ucciderà tutti. La guerra in Ucraina è colpa della Russia, è colpa della Nato, è colpa della UE, è tutta colpa degli Stati Uniti d’America.
Vi sono tante, forse troppe persone, che hanno un estremo bisogno di sfogare tutta quella rabbia repressa che hanno accumulato durante il lockdown.
Siamo sinceri con noi stessi, non è stato facile rimanere rinchiusi per tanto tempo con la propria moglie e i propri figli. Una convivenza forzata che ha portato a galla dissapori, tensioni lontane e una crisi mai affrontata, o quantomeno dichiarata apertamente.
Cosa fare di tutto questo tempo libero senza lo stress del lavoro e la possibilità di riempirlo con attività esterne o con gli amici?
Ascoltare la televisione, radio, social media, leggere libri e riviste oppure immergersi nell’oceano di Internet alla ricerca di siti, blog e articoli che potessero portarci alla verità, intesa come ricerca del cattivo di turno. Chi sono i cattivi del Mondo? Chi sono i responsabili di tutto quello che abbiamo dovuto sopportare? Su di chi poter scaricare rabbia e frustrazione?
Scaricare su qualcuno o qualcosa le colpe è naturale. Accogliere le proprie responsabilità non è mai facile, ed ecco che esternarlo e riporlo verso l’esterno ci rende meno “sporchi”, più leggeri e tranquilli.
Ma quando ci dobbiamo sentire responsabili?
Quando nel nostro piccolo non ci comportiamo bene.
Quando non siamo sinceri e onesti con le persone che ci circondano. Quando non ci impegniamo in quello che facciamo. Quando non ci prendiamo cura di noi stessi e della nostra famiglia. Quando prendiamo una scelta sbagliata e cerchiamo banali scuse. Quando non rispettiamo le regole e riteniamo il nostro comportamento la naturale conseguenza di quello che è dissonante con il nostro pensiero e la nostra morale.
Ecco che magicamente ritroviamo nella politica il luogo ideale di tutti gli attacchi mediatici.
Siamo partiti da Conte ( non l’allenatore dell’Inter anche se lui non è esente da altre tipologie di colpe ), l’avvocato del popolo che, dopo aver gestito bene la prima fase del lockdown, è andato in tilt ed è stato il colpevole della lenta riapertura, degli aiuti ritardatari e scarsi e di quella quasi guerra civile che aveva colpito il nostro Paese.
Poi Mattarella, colui che non ci ha permesso di andare alle elezioni e che ci ha regalato l’ennesimo Governo tecnico, chiamando Draghi, il rappresentante dei poteri forti bancari europei.
Poi i principali rappresentanti dei partiti politici italiani, incapaci di eleggere un nuovo P.D.R. e colpevoli di riproporre schemi e personaggi del passato, la mancanza di coraggio oppure l’assenza di una visione innovativa futura.
Non contenti di tutto questo caos, scoppia una guerra dietro casa ed ecco che Putin diventa il cattivo che ruggisce da Oriente, alimentato e spalleggiato in gran segreto dalla Cina comunista e militare.
Ma, se per gran parte dell’opinione pubblica la Russia è responsabile di questo attacco in Ucraina, vi sono persone che attaccano la UE e la Nato, definendo Biden il vero stratega di tutta questa situazione.
Chi è il colpevole di quest’ultima catastrofe mondiale?
Putin, il dittatore? La lenta ed inefficiente UE? La Nato che si è spinta troppo ad Oriente? Biden che chiede all’Ucraina di non arrendersi? Draghi, perché l’Italia deve fare di più in questa contesa? Di Maio, perché come Ministro degli Esteri ha il compito di dialogare con tutti gli Stati coinvolti nel conflitto? L’Ucraina, perché avrebbe dovuto semplicemente arrendersi per evitare questa inutile e feroce strage di vite umane?
Non è che il nostro sentirsi colpevoli si racchiude nella semplice incapacità di poter agire? Nessuno di noi in fondo è in grado di poter intervenire o fare qualcosa che possa realmente far cessare questa follia.
Io mi sento colpevole ogni qualvolta mi sento fragile, debole, inerme ad osservare da spettatore esterno l’ennesimo conflitto in territorio europeo.
Che cosa posso fare in questa delicata situazione?
Siamo degli illusi se pensiamo di poter essere protagonisti del sistema globale mondiale. Possiamo essere dei buoni cittadini, cercare di avere buoni rapporti di vicinato, non inquinare l’ambiente vicino a me, essere gentili verso gli altri, educati e rispettosi delle regole.
Ma se siamo inermi a livello globale, cosa possiamo fare?
Affidarci alla diplomazia internazionale e alla politica.
Si, proprio quella politica che, dall’avvento del Covid, tutti abbiamo iniziato a criticare, sbeffeggiare ed indicare come unico male della nostra società.
Il principale colpevole è proprio colui che può arrestare il processo e riportare la pace del nostro martoriato Pianeta.
Nonostante tutto, la politica guida e guiderà in futuro le vite di miliardi di persone e dobbiamo riporre su di essa le speranze che tutto possa terminare e, che in tanti o pochi anni, si possa ritornare ad una situazione di stabilità.
Se non siamo capaci di riconoscere questa semplice verità allora continueremo a cercare, scavare per poi arrabbiarci di come le nostre personali verità non siano strumenti validi ed efficaci per trovare una soluzione su scala planetaria.
Cercate il vostro equilibrio interiore perché solo con quello potrete accettare il disequilibrio esterno.

