🅜🅐🅣🅤🅡🅘🅣à ➋⓿➋➋

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Finalmente il Ministro Bianchi ha sciolto le riserve e ha annunciato come sarà strutturato il prossimo Esame di Stato.

In questi mesi si vociferava il reintrodurre lo scritto di Italiano e di una tesi su un argomento di una materia d’indirizzo da preparare nei mesi di aprile e maggio con discussione dell’elaborato durante il colloquio orale.

Risultato finale: reinserimento della seconda prova scritta e niente tesi.

Non posso nascondere la sorpresa di questa scelta che, come sempre, arriva in modo tardivo e non definitivo. Molti infatti non sanno che la bozza iniziale deve divenire norma, per poi successivamente essere tradotta in pratica attraverso circolari attuative che arriveranno nelle scuole solo nei prossimi mesi.

Questa scelta è giustificata da Bianchi come desiderio di ritornare alla normalità, anche se quest’anno di normalità c’è ben poco.

Mentre le classi intermedie hanno la possibilità di recuperare le lacune pregresse con l’attuale frequenza in aula (si spera di poter continuare anche in futuro), i maturandi hanno vissuto due anni di presenza a singhiozzo e la situazione attuale non gli ha risparmiati, con periodi brevi in dad e altri in didattica mista.

Mi ha sorpreso la dichiarazione fatta alla stampa dal Ministro con la quale affermava una scuola in presenza quasi totale, mentre la realtà è molto diversa. La mia scuola è stata sobbarcata di lavoro extra proprio a causa delle numerose classi in DAD, di quelle alla presa con una didattica mista a causa degli studenti in quarantena e dalle numerose assenze all’interno del corpo docente.

Se il motivo di questa strutturazione risiede nell’idea di voler dimostrare un ritorno alla normalità, la scelta delle due prove scritte in presenza mi sembra poco coerente con i fatti e la realtà che ci circonda. Da tempo aspetto un cambiamento rivoluzionario che porti ad un ripensare l’esame in modo innovativo ed invece mi sembra che la strada percorsa ci riporti indietro verso il passato.

In generale, non sono convinto che le due prove scritte siano fondamentali per definire “serio” l’esame finale, perché i ragazzi scrivono temi e sviluppano esercizi nelle discipline caratterizzanti per cinque anni e gli esiti delle loro prestazioni sono già inserite negli scrutini finali e nel calcolo del credito scolastico.

Credo invece che il colloquio orale possa rappresentare il vero banco di prova per i ragazzi, poco abituati a parlare e a confrontarsi in un dialogo interdisciplinare nel quale dimostrare le loro abilità comunicative. Durante il colloquio gli studenti hanno la possibilità di raccontarci il loro percorso di studi, parlarci dell’esperienza del P.C.T.O. e magari dimostrare come le loro conoscenze possano aver influito nella comprensione della realtà e gli abbiano supportato e sostenuto nelle scelte effettuate nell’ambito personale e familiare.

Come al solito il Ministero, non solo modifica e complica (nella visione degli studenti) l’esame, ma scarica sulle scuole e sui docenti la costruzione delle seconde prove, senza condividere e chiedere preventivamente un parere sulle novità proposte.

Cosa faremo?

Come sempre prendiamo atto delle novità e cercheremo di tradurre le richieste in prove idonee alle nostre classi, con la massima comprensione del contesto storico che stiamo tutti vivendo.

Conosco la reazione di pancia degli studenti e il loro desiderio di andare in piazza a protestare in quanto si ritengono esclusi e non ascoltati dalla politica. A dirla tutta la seconda prova sarà costruita e gestita dai loro stessi docenti che sono e saranno sempre dalla loro parte, e per questo ritengo poco utile e costruttiva l’ennesimo insorgere del popolo verso il tiranno cattivo e crudele.

Il Ministro non avrà ascoltato tutte le parti in causa, ma alla fine è lui il decisore finale e, in un sistema democratico, i cittadini hanno il dovere di rispettare le norme e trovare il modo per portare una decisione, apparentemente ingiusta, in un vantaggio personale quindi, tradotto in pratica?

Rimboccarsi le maniche e studiare.

Il tempo stringe quindi, come hanno fatto tutte le precedenti generazioni, via con un bel full immersion tra dubbi, paure e una sana ansia da prestazione.

Andrà tutto bene, ne sono sicuro …

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