β Sappiamo bene β quasi tutti lo abbiamo sperimentato in prima persona β come un gran numero di insegnanti, giΓ i primissimi giorni di scuola, abbia ritenuto una prioritΓ separare subito i buoni dai cattivi in base ai nuovi parametri etico-sociali, chiedendo agli scolari, o brutalmente per alzata di mano oppure in modo obliquo col ricorso a qualche miserabile espediente retorico, chi fosse vaccinato e chi no. Sapevano bene, costoro, di avere le spalle coperte, pur nella evidente illegittimitΓ del proprio operato. La caccia allβuntore, infatti, era stata autorizzata, se non addirittura sollecitata, da chiarissimi segnali di fumo che, emessi dai palazzi ministeriali a buon intenditor, dovevano fargli capire subito (allβintenditor) dove lβAutoritΓ voleva andare a parare. β
Questo primo paragrafo Γ¨ allβinterno di un articolo scritto e pubblicato nel mese di novembre da Elisabetta Frezza sul sito Ricognizioni.
Ringrazio mio fratello per lo spunto perchΓ© nelle ultime settimane mi ha spinto ad aprire gli occhi, a vedere oltre il mio naso e a informarmi nella ricerca di quella veritΓ che solo alcuni siti internet svelano alle poche persone illuminate e consapevoli.
Incuriosito dai suoi spunti mi sono imbattuto su questo sito che vuole andare oltre la linea di confine per cercare di vivere senza menzogne (sarebbe interessante determinare questa linea per capire se veramente attraversarla ci renderebbe migliori rispetto a chi decide di non varcarla).
Ho fatto una piccola ricerca per capire chi fosse questa autrice credendo che lavorasse nel mondo della scuola e che per questo fosse informata dei fatti raccontati e che avesse almeno fatto un’indagine statistica per scoprire come i docenti gestiscono il gruppo classe.Β
Purtroppo lβautrice non appartiene al mondo della scuola se non per averla frequentata da giovane come studentessa visto che ad oggi pratica l’attivitΓ di avvocata.
La signora si diletta nello scrivere articoli e libri sulla scuola e sulla famiglia, quindi presuppongo che il contenuto degli articoli sia composto solo considerazioni personali che non possono esprimere una realtΓ a lei sconosciuta.
Ma se il sito ha come obiettivo quello di andare oltre le menzogne raccontate dalle istituzioni del nostro Paese, mi chiedo perchΓ© il sito stesso permetta ai suoi autori di raccontare menzogne senza verificare con i fatti quanto dichiarato.
Vedete, si parla spesso di un regime ormai di tipo dittatoriale e per questo mi chiedo come si possa pubblicare e rendere di dominio pubblico un paragrafo surreale e palesemente falso, non solo nel suo contenuto, ma anche nelle sue personali e soggettive intenzioni.
In un regime dittatoriale questo articolo non sarebbe mai stato pubblicato e la sua autrice sarebbe stata perseguita civilmente e penalmente dal Ministero. Ed invece oggi in Italia non vi Γ¨ censura ed ecco che un articolo fazioso e distorto come questo appare e circola liberamente in rete senza alcuna conseguenza per l’avvocata.
Sono convinto che in altri siti di questo tipo possano viaggiare nella rete parole e video che non rappresentano la realtΓ e soprattutto non portino ad un pensiero costruttivo ma solo polemico e distruttivo.
Non sono entrato nel merito del contenuto del paragrafo perchΓ© preferisco sorridere allβidea che vi siano non addetti ai lavori sicuri di sapere cosa facciamo in aula e non sapete quanto mi piacerebbe averla con me in aula per farle vedere cosa significa educare e insegnare con passione e amore in un luogo dove lβattenzione non Γ¨ orientata a giudicare e dividere ma a unire e aiutare.

