In questo difficile e complesso periodo la ricerca delle veritΓ e lβidea di complotto sembrano essere rappresentative di un’esaustiva sintesi di fondo.
Sembra quasi che la costante ricerca di informazioni non porti le persone ad una crescita e miglioramento culturale, ma piuttosto ad un’incessante e morbosa conferma di bisognose e assolute veritΓ .
Un costante senso di ansia e paura va placato e rassicurato ed ecco che ognuno di noi si aggrappa a quelle certezze costruite e fortificate da un estremo bisogno di dare un senso o una motivazione a tutto.
In questo periodo le persone non solo desiderano scoprire e comprendere, con pochi, rapidi e rudimentali strumenti, il funzionamento di tutti i massimi sistemi mondiali, ma si sentono portatori di nuove e divergenti teorie e di estreme e grezze soluzioni che li rendono improvvisamente nuovi illuminati.
Il dubbio che mi pongo da tempo Γ¨ questo: se una persona Γ¨ sicura e convinta di una scoperta o rivelazione, perchΓ© Γ¨ alla continua ricerca di conferme? PerchΓ© nutre questo profondo desiderio di condivisione e di rassicurazione di quanto afferma?
Ho sempre creduto che le ricerche servano a colmare eventuali dubbi e che la veritΓ non abbia bisogno di essere sbandierata e imposta pubblicamente.
Non apro in questa sede il dibattito su cosa sia la veritΓ , se essa sempre esista e di come essa non sia statica ma possa mutare a seconda del contesto in cui viviamo e delle finalitΓ che intendiamo raggiungere.
Quello che mi fa impazzire perΓ² Γ¨ il tema del complotto, ovvero lβansia che la gente ha, nel sostenere che ogni parola o azione, abbia sempre un fine diverso da quello dichiarato o realizzato in superficie.
Mi colpisce molto come oggi la gente veda dietro il profitto e le logiche di mercato accordi di stampo politico con fini dittatoriali e manipolatori.
Molte aziende, di cui le piΓΉ famose e chiacchierate nel settore farmaceutico, alimentare, commercio online, sicurezza sanitaria e informatica, hanno guadagnato molto in questo periodo e sembra che tutto sia stato pianificato da accordi internazionali segreti.
La pandemia Γ¨ stato quel terreno fertile dove i βpoteri fortiβ hanno potuto mettere in piedi e realizzare un maligno piano architettato da tempo ma sempre rinviato perchΓ© privo delle condizioni di fondo nel quale poterlo liberamente conseguire.
Da quando esiste il sistema capitalistico vi sono settori che ciclicamente guadagnano piΓΉ di altri perchΓ© la ricchezza non si distrugge, semplicemente si sposta.
Non esistono complotti ma opportunitΓ di mercato che le aziende colgono anche attraverso condizioni non economiche e non sempre legate a meriti o intuizioni di tipo manageriale.
Credere che la pandemia sia una strategia aziendale di pianificazione del fatturato e dei profitti non sta in piedi come tesi se non per quella precedente necessitΓ di giustificare uno shock non economico che ha colpito la popolazione mondiale e che purtroppo molti di noi non sono ancora oggi capaci di accettare e di gestire.
Dover per forza trovare un senso a tutto Γ¨ un esercizio pericoloso per la nostra salute mentale e ci renderΓ difficile percorrere con serenitΓ e pace il sentiero della vita.
Qualsiasi modello economico Γ¨ imperfetto, il suo funzionamento Γ¨ complesso e la sua comprensione richiede la conoscenza di teorie macroeconomiche che purtroppo non sono accessibili al cittadino medio quindi, prima di parlare e soprattutto trarre conclusioni frettolose e definitive, occorrerebbe conoscere modelli come la IS – LM, AD – AS, la legge di Phillips o quella di Okun, la teoria macroeconomica classica, la scuola monetarista di Chicago o il moltiplicatore keynesiano.
Non li conoscete? Pazienza, tanto chi studia il funzionamento dei sistemi economici ha solo una laurea, uno o piΓΉ master, un dottorato di ricerca e pubblica ricerche che durano anni collaborando e confrontandosi con i principali esperti mondiali in materia.
Consiglio a molti di impegnarsi ogni giorno a cambiare quello che non va quando esso Γ¨ sotto il nostro diretto controllo e di lasciare ad esperti e professionisti la risoluzione di problemi complessi e settoriali che richiedono specifiche competenze non solo in fase decisionale ma soprattutto in fase di comprensione globale del problema stesso.
Vi sono persone che lavorano e studiano una vita intera e ancora oggi non smettono di mettersi in discussione per confermare o confutare le loro scoperte.

