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Durante il lockdown la gente si chiedeva quando saremo stati liberi di riprenderci la nostra libertà e se il nostro futuro sarebbe stato simile al passato. 

Il vaccino sembrava la via auspicata da molti ed ecco che a distanza di un anno e più discutiamo sulla sua efficacia e sicurezza. 

Gli italiani si sono schierati e questo non può che portare le parti a barricarsi dietro le proprie convinzioni o per molti l’unica verità. Ognuno di noi ha, in parte ragione e in parte torto. 
Vi sono motivazioni plausibili che giustificano la scelta del singolo e tutti noi siamo chiamati a confrontarci con un nemico comune: il virus. 

Di una cosa siamo certi: non se ne andrà così facilmente e il suo mutare modifica ogni scenario analizzato e studiato. 

Che cosa possiamo fare davanti all’incertezza di questo scenario? 

Tutelare la nostra salute e il sistema sanitario nazionale perché la salute è uno dei motivi per cui lo Stato e il Governo esistono. Un soggetto preposto alla tutela dell’interesse collettivo prima di quello individuale.

Mi voglio mettere dalla parte di chi ha dubbi sulle scelte governative per cercare di capirne le motivazioni. Un vaccino costruito in tempi rapidi e con effetti a medio lungo termine non conosciuti. Diverse case farmaceutiche che offrono vaccini con strutture diverse ed effetti collaterali soggettivi. Più dosi con conseguenze amministrative sempre più stringenti. Cure alternative ritenute efficaci e a basso costo.

Ad oggi tutti cercano e si affidano a saggi, video e statistiche necessarie a confutare le proprie tesi. Purtroppo le fonti e le conoscenze personali non potranno mai sostituire percorsi di studi decennali, ricerche sul campo e specializzazioni professionali. Occorre affidarsi a professionisti e smetterla di diventare ciò che non siamo. 

Tanti aspetti da discutere, valutare e con opinioni nel mondo della politica e della scienza divergenti e contrastanti. 

Che cosa non ha funzionato nella campagna vaccinale e perché molti non si fidano della scienza e della politica? 

Nella campagna vaccinale la comunicazione è stata velata e non sempre convincente. Sarebbe stato sensato creare un solo brevetto per un solo vaccino a diffusione mondiale. Decidere di ripartire la torta tra più multinazionali all’interno di una pandemia mondiale ha dimostrato come il business non si ferma nemmeno davanti ad un male mondiale. 

Se il virus muta allora la scienza rincorre l’evolversi della situazione e per questo una risposta univoca e immutabile non è possibile averla. La politica non si è schierata perché vi sono i voti da mantenere visto che il Governo tecnico prima o poi finirà e alle prossime elezioni tutti vogliono esserci all’interno di un Parlamento che ricordo a tutti sarà dimezzato. 

In tutto questo marasma il singolo si è trovato smarrito, impaurito e titubante in chi e in cosa credere. 

A questo punto non ci resta che la probabilità di fare una scelta ponderata dove sul piatto mettere vantaggi e svantaggi. Per fortuna il numero di contagi e di morti rispetto alla popolazione totale è basso ed è questo che porta molte persone a scegliere in modo egoistico, senza dover pensare al bene collettivo. 

Mettersi nelle mani della sorte o del destino è una scelta, anche se a volte la probabilità gioca contro di noi e potrebbe accadere di incontrare il virus e di doverlo sfidare senza armatura e a mani nude. 

Molti sono asintomatici ed altri per fortuna non finiscono in terapia intensiva. Uscire dal virus vittoriosi o poco acciaccati permette ad altri di convincersi di poter vivere serenamente senza la necessità di ricorrere ad una protezione individuale. 

Purtroppo tra i vaccinati vi sono soggetti che inconsciamente allentano l’attenzione e in questo sbagliano perché gli strumenti utilizzati ad inizio pandemia, mascherina, igienizzante e distanza sociale, continuano ad essere gli unici efficaci strumenti di prevenzione per ridurre la corsa del virus. 

Auguro a tutti i titubanti, o a chi è fermamente convinto di non essere soggetto ad un rischio reale, di non dover affrontare una degenza ospedaliera seria. Affidarsi alla pura sorte o casualità della vita è un gioco con alta probabilità di successo ma in un gioco aleatorio non vi è mai la certezza dell’esito positivo. 

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