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Conobbi Matilde al lavoro, più precisamente nella zona relax dove molti dipendenti passano giusto quei dieci minuti per bere un caffè alle macchinette e scambiarsi poche parole, spesso di pura cortesia.
Lei era nuova perchΓ© una ragazza con i capelli colorati non passa di certo inosservata. Aveva la testa china sullo schermo del suo pc portatile e mostrava una concentrazione maniacale, osservando lo schermo e analizzando quanto stava creando. Tutto ciΓ² mi aveva fortemente incuriosito perchΓ© avevo l’impressione che non appartenesse al sistema azienda e che le persone attorno a lei non fossero realmente presenti.
Aspettai il giusto momento, ovvero l’attimo in cui decise di alzare il capo verso il soffitto con uno sguardo confuso di chi fosse nella disperata ricerca di un’ispirazione, un segnale divino, quella speciale parola che, all’interno di uno specifico contesto, possa fare veramente la differenza.
Fu sorprendente come i suoi occhi azzurri incrociarono per un attimo i miei e, come quel breve ma intenso contatto visivo, potesse accendere un reciproco interesse senza che entrambi ne fossimo consapevoli.
Mi nascosi goffamente dietro il bicchiere di caffΓ¨ che stavo impugnando ma non riuscii a sfuggire al suo sguardo magnetico. Imbranato come sempre, presi il giornale e con una scusa banale decisi di sedermi vicino a lei per poterla osservare meglio e sbirciare il contenuto del suo lavoro. Stava scrivendo una relazione e gli chiesi se avesse bisogno di un supporto informatico visto che, come programmatore aziendale, un pΓ² me la cavavo. Lei sorrise perchΓ© l’ambito di ricerca in cui si stava prodigando era umanistico, nello specifico lei apparteneva alle risorse umane, e per questo diametralmente opposto alle mie personali competenze.
Nonostante le divergenze lavorative ci sentivamo molto a nostro agio nel colloquiare del piΓΉ e del meno e scoprimmo con il trascorrere del tempo di avere molto in comune al di fuori del lavoro.
Dopo un paio di settimane trovai il coraggio di invitarla fuori e, in una serata alcolica molto informale e priva di freni e barriere, ci ritrovammo sul divano di casa mia, vogliosi di scoprire molto di piΓΉ di quello che al momento sapevamo l’uno dell’altro.

Dal punto di vista fisico l’attrazione reciproca era stata quasi immediata ma, entrambi sapevamo bene come

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Un vero cambiamento non ci fu mai e la nostra relazione proseguì con il trascorrere e il mutare delle stagioni, combinando cene e pranzi colloquiali con serate di puro e consenzioso sesso frenetico.

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Non sono mai stato un uomo di grandi parole e soprattutto di grandi promesse. Mi piaceva condividere pensieri e riflessioni con lei e adoravo il modo in cui i nostri corpi ci dicevano sempre di potersi incontrare e godere reciprocamente della nostra intima e naturale presenza.
Eravamo in grado di combinare il piacere verbale con quello non verbale, senza dover mai entrare in specifici discorsi legati a sentimenti ed emozioni.
Con il passare del tempo, ad un certo punto della storia, lei si innamorΓ² di me ma non volle mai esternare quello che provava per paura di perdermi.

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Ebbi in diverse circostanze la sensazione che lei desiderasse di piΓΉ, o quantomeno qualcosa di diverso da quello che io ero in grado di offrire. Sono convinto che la paura fu l’ostacolo che lei incontrΓ² nel volersi aprire e confrontare con me: l’idea di sentirsi rifiutata o di perdermi non gli permisero di affrontare le proprie insicurezze e allo stesso tempo la resero schiava di una situazione stagnante e in parte frustrante.

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Una sera come tante lei venne da me per vedere un film ma non si sedette vicino a me. Prese posto dall’altra parte del divano incrociano le gambe in una posizione retta e impassibile ed iniziΓ² a fissare lo schermo senza guardarmi mai, osservavo in lei uno sguardo serioso che non avevo mai visto in precedenza. Ad un certo punto della serata le chiesi se c’era qualcosa che non andava e lei mi rispose con una voce spezzata, intimidita, come se il mio invito a parlare fosse stata una forzatura non desiderata a pieno. Mi disse che non voleva piΓΉ fare sesso con me e che restare semplici amici fosse la scelta giusta da fare per entrambi.

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Iniziai a ripensare a tutti quei momenti in cui avremmo dovuto parlare del nostro sentire, di quei periodi in cui uno dei due era innamorato e l’altro no. Dei momenti in cui avremmo voluto avere un abbraccio o una coccola ed invece l’altro aveva le braccia conserte chiuso nelle sue convinzioni.

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In quante relazione le due parti possono vivere sentimenti divergenti e sono proprio in quei momenti che il rapporto va messo seriamente in discussione, con il serio rischio che tutto possa terminare proprio in quell’istante oppure che si possa aprire una situazione di stallo che porti la coppia ad allontanarsi in cerca delle singole risposte ai dubbi emersi.

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Una relazione di coppia non si basa solo ed esclusivamente su un contratto scritto o tacito o su dichiarazioni che lo devono per forza sancire come β€œufficiale”.

𝙰 πšŸπš˜πš•πšπšŽ πš’ πš›πšŠπš™πš™πš˜πš›πšπš’ πšœπš˜πš—πš˜ πšπš•πšžπš’πšπš’, πšŸπš’πšŸπš˜πš—πš˜ πš’πš— πšŒπš˜πš–πš™πš•πšŽπšπšŠ πšŠπšžπšπš˜πš—πš˜πš–πš’πšŠ πšπšŠπš•πš•πšŠ πš—πš˜πšœπšπš›πšŽ πšŸπš˜πš•πš˜πš—πšπšŠΜ€, 𝚎𝚍 πšŽΜ€ πš™πš›πš˜πš™πš›πš’πš˜ πš’πš• πšπšŽπš–πš™πš˜ πšπš›πšŠπšœπšŒπš˜πš›πšœπš˜ πšŠπšœπšœπš’πšŽπš–πšŽ 𝚎 πš•πšŠ πšŒπš˜πšœπšπšŠπš—πš£πšŠ πšπšŽπš•πš•πšŽ πš—πš˜πšœπšπš›πšŽ πšŠπš£πš’πš˜πš—πš’ 𝚊 πšπšŽπšπš’πš—πš’πš›πš•πš˜.

Sono sempre stato fortemente convinto che, se decido di passare del tempo con una persona e questi incontri si ripetono costantemente nel tempo, essi assumono un significato solenne che esprime senza tanti giri di parole un desiderio di stare insieme e definiscono un sentimento o un legame.

π™²πš‘πšŽ 𝚌𝚘𝚜𝚊 πšŒβ€™πšŽΜ€ πšπš’ πš™πš’πšžΜ€ πš™πš›πšŽπš£πš’πš˜πšœπš˜ 𝚜𝚎 πš—πš˜πš— πš’πš• πšπšŽπš–πš™πš˜ πšŒπš‘πšŽ πšπšŽπšŒπš’πšπš’πšŠπš–πš˜ πšπš’ πšπšŽπšπš’πšŒπšŠπš›πšŽ πšŠπš•πš•β€™πšŠπš•πšπš›πš˜.

Non Γ¨ stato mai apertamente dichiarato, chi se ne frega. Se sono stato con te tutto questo tempo un significato dovrΓ  pure averlo, no?

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Matilde ha forse accettato ma non infondo condiviso il mio modo di vivere i rapporti perchΓ© a cuor suo sperava che io entrassi nel suo sogno e che riuscissi a regalarle quello che nel suo film aspirava e desiderava. Forse Γ¨ rimasta delusa del fatto che io sono rimasto ancorato e fedele ad una realtΓ  cosΓ¬ come insieme noi non l’avevamo definita ma certamente vissuta.

π™°πšŸπšŽπš›πšŽ πšπšŠπš—πšπšŽ 𝚌𝚘𝚜𝚎 πš’πš— πšŒπš˜πš–πšžπš—πšŽ 𝚎 πšŠπšŸπšŽπš›πšŽ πšžπš—πšŠ πšŒπšŽπš›πšπšŠ πšŠπšπšπš’πš—πš’πšπšŠΜ€ πšœπšŽπšœπšœπšžπšŠπš•πšŽ πšŒπš›πšŽπšπš˜ πš™πš˜πšœπšœπšŠπš—πš˜ πšŽπšœπšœπšŽπš›πšŽ πšπšŽπšπš•πš’ πšŠπšœπš™πšŽπšπšπš’ 𝚍𝚊 πš—πš˜πš— πšπš›πšŠπšœπšŒπšžπš›πšŠπš›πšŽ 𝚎 𝚜𝚎 πš•πšŠ 𝚏𝚊𝚜𝚎 πšπš’ πš’πš—πš—πšŠπš–πš˜πš›πšŠπš–πšŽπš—πšπš˜ πš—πš˜πš— πšŸπš’ πšŽΜ€ 𝚜𝚝𝚊𝚝𝚊 𝚚𝚞𝚎𝚜𝚝𝚘 πš—πš˜πš— πšœπš’πšπš—πš’πšπš’πšŒπšŠ πšŒπš‘πšŽ 𝚝𝚞𝚝𝚝𝚘 πššπšžπšŽπš•πš•πš˜ πšŒπš‘πšŽ πšœπš’ πšŽΜ€ πšŒπš˜πšœπšπš›πšžπš’πšπš˜ πš—πšŽπš•πš•πšŠ πššπšžπš˜πšπš’πšπš’πšŠπš—πš’πšπšŠΜ€ πšπšŽπš‹πš‹πšŠ πšŽπšœπšœπšŽπš›πšŽ πšœπš–πš’πš—πšžπš’πšπš˜ 𝚘 πšπšŽπš‹πš‹πšŠ πš™πšŽπš›πšπšŽπš›πšŽ πš’πš• 𝚜𝚞𝚘 πšŸπšŠπš•πš˜πš›πšŽ.

Mi sono reso conto con il tempo che certe persone hanno bisogno di vivere quella fase iniziale di innamoramento per trovare le giuste motivazioni o pensare che il tempo investito con un’altra persona possa avere un senso o un giusto significato. Finita la benzina termina l’entusiasmo e lo slancio e a poco a poco le azioni, parole, piccole attenzioni svaniscono e l’altra faccia della luna si trova a dover convivere con un cambiamento inaspettato e frustrante da accettare e da comprendere.

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Dopo tanti anni che stai con una persona l’amore si trasforma, muta e si avvicina a quel rapporto che io e Matilda abbiamo avuto fin dall’inizio.
Devo essere onesto e sincero con me stesso e con chi in questo momento sta leggendo e per questo vi chiedo a cuore aperto: Γ¨ facile trovare una persona con cui condividere la settimana senza arrabbiarsi, litigare o dover discutere? Poter parlare di tutto senza rendere mai la conversazione banale o superflua? E’ facile trovare una persona con cui vi Γ¨ chimica e poter esprimere il proprio lato erotico senza limitazioni o accorgimenti?

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Oggi Matilde non fa piΓΉ parte della mia vita e questo mi addolora molto ma non sono una persona che torna indietro sui suoi passi.
La vita e le esperienze dovrebbero avere la funzione di renderti saggio e di offrirti alcuni strumenti utili per sopravvivere da eventi che ritengo essere molto vicini ad un lutto. A dirvi il vero piΓΉ che dolore quello che provo oggi Γ¨ delusione, perchΓ© di lei mi fidavo ed ero convinto che fosse dotata di una certa intelligenza emotiva.
Non possiamo perΓ² pretendere che gli altri arrivino alle tue stesse conclusioni o che ad un certo punto ci si possa rendere conto di quanto si ha lasciato indietro nel nuovo cammino che oggi si sta intraprendendo da soli.

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In tutto questo vi chiederete cosa faccia di bello?

Vado avanti lungo il mio di cammino.

Credo di meritare qualcuno che possa interpretare il viaggio come io lo vedo e lo sento.

In fondo non potevo che essere e mostrare me stesso dal primo all’ultimo giorno della nostra relazione e sono fiero di essere stato coerente con il mio sentire. Ogni mio gesto non Γ¨ mai stato divergente o ambiguo rispetto a ciΓ² che provavo e sono stato capace di dimostrare onestΓ  sempre e comunque.

In cosa Matilde mi ha veramente deluso?

La sua incoerenza.

Il suo far finta di accettare passivamente certe cose senza rivendicarne altre. Il suo fingere che tutto andasse bene solo perchΓ© in quel periodo mi amava e utilizzare la paura di perdermi come giustificazione per il suo mancato confronto in difesa di un legittimo pensiero divergente.

π™Ύπš›πšŠ πšŒπš‘πšŽ πš’πš• 𝚜𝚞𝚘 πšœπšŽπš—πšπš’πš–πšŽπš—πšπš˜ πšŽΜ€ πš–πšžπšπšŠπšπš˜ πš‘πšŠ πšπš›πš˜πšŸπšŠπšπš˜ πš’πš• πšŒπš˜πš›πšŠπšπšπš’πš˜ πšπš’ πšœπšŒπš˜πš™πšŽπš›πšŒπš‘πš’πšŠπš›πšŽ πš•πšŠ 𝚌𝚊𝚜𝚊 𝚎 πšπš’ πš•πšŠπšœπšŒπš’πšŠπš›πš–πš’ 𝚜𝚎𝚍𝚞𝚝𝚘 πšœπšžπš• πšπš’πšŸπšŠπš—πš˜ 𝚊 πšŒπš’πšŽπš•πš˜ πšŠπš™πšŽπš›πšπš˜.

Non so dirvi se un domani lei si accorgerΓ  di quello che avevamo, di come il nostro rapporto funzionava in modo naturale, senza regole o precisazioni di alcun modo.

π™»πšŠ πš–πš’πšŠ πš™πš›πšŽπšœπšŽπš—πš£πšŠ, πš–πšŽπš—πšπšŠπš•πšŽ 𝚎 πšπš’πšœπš’πšŒπšŠ, πšŽπš›πšŠ πš’πš• πš–πš’πš˜ πš–πš˜πšπš˜ πš™πšŽπš› πšπš’πš–πš˜πšœπšπš›πšŠπš›πš•πšŽ πšŒπš‘πšŽ πšŒβ€™πšŽπš›πš˜ 𝚎 πšŒπš‘πšŽ πšŽπš›πš˜ πš•πš’Μ€ πšŒπš˜πš— 𝚎 πš™πšŽπš› πš•πšŽπš’.

Tutto questo non Γ¨ stato sufficiente? Avrei dovuto dire una parola in piΓΉ?

Con i se e con i ma non si fa la storia ma soprattutto non voglio cambiare o dovermi adeguare rischiando di perdere la mia reale identitΓ .

π™Ύπšπš—πš’ πšπš’πš˜πš›πš—πš˜ πš•πšŠ πšœπš˜πšŒπš’πšŽπšπšŠΜ€ 𝚎 πš•πšŽ πš™πšŽπš›πšœπš˜πš—πšŽ πšŒπš‘πšŽ πšŒπš’ πšŒπš’πš›πšŒπš˜πš—πšπšŠπš—πš˜ πšŒπš’ πš˜πšπšπš›πš˜πš—πš˜ πšπšŽπš•πš•πšŽ πš‹πšŽπš•πš•πš’πšœπšœπš’πš–πšŽ 𝚎 πšŒπš˜πš–πš˜πšπšŽ πš–πšŠπšœπšŒπš‘πšŽπš›πšŽ πš’πš— πš–πš˜πšπš˜ 𝚍𝚊 πš™πš˜πšπšŽπš›πšŒπš’ πšœπšŽπš—πšπš’πš›πšŽ πšŠπš™πš™πšŠπš›πšŽπš—πšπšŽπš–πšŽπš—πšπšŽ πš™πšŠπš›πšπšŽ πšπš’ πšžπš— πšœπš’πšœπšπšŽπš–πšŠ 𝚘 πšπš’ πšžπš— πšπš›πšžπš™πš™πš˜ πšœπš˜πšŒπš’πšŠπš•πšŽ. πš‚πšŽ πš›πš’πšπš’πšžπšπš’ πš•πšŽ πš–πšŠπšœπšŒπš‘πšŽπš›πšŽ 𝚊 𝚌𝚘𝚜𝚊 πšŸπšŠπš’ πš’πš—πšŒπš˜πš—πšπš›πš˜? π™°πš•πš•πšŠ πšœπš˜πš•πš’πšπšžπšπš’πš—πšŽ πšπš’ πšŒπš‘πš’ πšπšŽπšŒπš’πšπšŽ πšπš’ πš›πš’πš–πšŠπš—πšŽπš›πšŽ πšπšŽπšπšŽπš•πšŽ 𝚊 𝚜𝚎 𝚜𝚝𝚎𝚜𝚜𝚘.

A volte mi fermo a pensare se mai un giorno lei vorrΓ  fare un passo verso me.

Se il distacco che ho creato possa portarla a ragionare su quanto le nostre vite erano compatibili.

π™²πš‘πš’πšœπšœπšŠΜ€ 𝚜𝚎 πš‘πšŠ πš’πš—πšπš›πšŠπš™πš›πšŽπšœπš˜ πš’πš• 𝚜𝚞𝚘 πšŸπš’πšŠπšπšπš’πš˜ πš’πš—πšπšŽπš›πš’πš˜πš›πšŽ 𝚎 𝚜𝚎 𝚎𝚜𝚜𝚘 πš™πš˜πšπš›πšŠΜ€ πš›πšŽπšœπšπš’πšπšžπš’πš›πš–πš’ πšžπš—πšŠ πšπš˜πš—πš—πšŠ πš–πšŠπšπšπš’πš˜πš›πš–πšŽπš—πšπšŽ πšŒπš˜πš—πšœπšŠπš™πšŽπšŸπš˜πš•πšŽ 𝚎 πš–πšŠπšπšžπš›πšŠ.

Certo avermi dichiarato pura amicizia attraverso un semplice e asettico messaggio è molto poco, ma lei è fatta così. Una donna intimorita dalle emozioni, incapace di esternare quello che prova e disposta ad implodere dentro piuttosto che confrontarsi e accettare il dolore che certe parole suscitano in noi.

Ora che ha terminato di vedere il suo film io devo accettare il fatto di non essere piΓΉ il protagonista ma una semplice comparsa.

Che cosa ferisce veramente nella vita?

π™»πšŽ πš™πšŠπš›πš˜πš•πšŽ πš—πš˜πš— 𝚍𝚎𝚝𝚝𝚎.

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