𝙻𝚊 𝚕𝚒𝚋𝚎𝚛𝚝𝚊̀ 𝚎̀ 𝚞𝚗’𝚞𝚝𝚘𝚙𝚒𝚊

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L’arrivo del Covid-19 ha portato all’interno delle società occidentali un problema sanitario che inevitabilmente ha intaccato e messo in discussione il tema dei diritti civili individuali, ha esaltato il tema della discriminazione delle minoranze e di conseguenza ha rimesso al centro il problema del benessere collettivo.

Mi ricordo ancora oggi quando erano iniziate le vacanze di carnevale e l’improvviso annuncio da parte del Governo Conte sul mancato ritorno a scuola e l’inizio di una fase nuova e inaspettata che ha poi preso il nome di “didattica a distanza”.

All’epoca l’arrivo del virus nel territorio italiano sembrava un puro miraggio. La Cina sembrava lontana e irraggiungibile per molti di noi e, la probabilità di contrarre il Covid e di morire per esso, una pura invenzione ideata all’interno degli studi di Hollywood quando gli sceneggiatori con grande creatività e fantasia producevano film fantascientifici futuristici.

Il primo lockdown e le successive riaperture a singhiozzo hanno portato parte della popolazione italiana ad interrogarsi sulla legittimità delle azioni governative. Mi ricordo quando si discuteva sul fatto che noi siamo rappresentati dal Parlamento e che il Governo Conte non era espressione diretta del popolo. Sul fatto che i decreti emessi sullo stato di emergenza erano esagerati o quantomeno non fondati perchè la pandemia sarebbe stata provvisoria e che con il passare del tempo tutto sarebbe finito in modo naturale e quasi automatico.

In quel periodo l’idea di creare un vaccino per debellare il contagio sembrava irrealistico perché, nonostante gli sforzi profusi dall’intero pianeta nella sua ricerca e sviluppo e dagli ingenti capitali finanziari messi in campo, la sua creazione rischiava di essere ritardataria rispetto al problema e comunque non sicura nella sua applicazione.

A distanza di 2 anni ci troviamo ancora con un nuovo Governo nominato dopo una l’ennesima crisi da parte del Presidente della Repubblica, ( procedura che ricordo a tutti essere lecita e rispettosa dell’iter previsto dalla stessa Costituzione ), un virus che muta e che, attraverso la sua ultima variante denominata Delta, si fa aggressivo e sempre più vivo e la presenza di diversi vaccini creati da diverse case farmaceutiche mondiali utilizzati attualmente da circa la metà della popolazione residente nei principali paesi occidentali ( vi sono paesi che non forniscono dati ufficiali e altri dove il vaccino non è stato ancora utilizzato ).

Sono proprio i numeri a dimostrare come oggi non solo l’Italia, ma l’Europa e buona parte dei paesi industriali occidentali, vive una netta spaccatura sul tema dei vaccini perché un cittadino su due non vuole oppure è ancora scettico nell’utilizzo del vaccino.

Questa situazione legittima le persone ad evitare l’utilizzo di un vaccino sperimentale motivando tale scelta partendo dall’inevitabile sperimentazione di un nuovo vaccino creato per un virus non conosciuto e studiato in passato e per l’assenza di garanzie sulle complicazioni future che esso potrà fornire oppure dalla presenza di cure alternative ad esso ritenute sicure e meno invasive.

Con questa netta spaccatura sanitaria sapete chi vince?

Il virus perchè tra i due litiganti il terzo gode.

Oggi i Governi e i cittadini vivono uno scontro tra chi è per e chi è contro il vaccino e in questa situazione di stallo è il proprio il virus ha riprendere forza e ad aggredire per l’ennesima volta la popolazione mondiale.

Che cosa sarebbe accaduto se nessun cittadino del mondo avesse sposato la campagna vaccinale mondiale? Credo che tutte le persone che si sono vaccinate si sono poste le stesse domande di chi ha deciso di non farlo. Io per primo mi sono chiesto se era sicuro. Se il tempo di realizzazione non era stato troppo rapido. Quali conseguenze avrei avuto dalla sua iniezione e se avrei risentito di future e ignote complicanze.

Ma allora davanti a timori e paure perché ho deciso di farlo?

Perché ritengo il virus più pericoloso del vaccino.

Credo che grazie al vaccino io possa subire l’attacco improvviso del virus senza gravi conseguenze. Tutelo la mia persona e in modo indiretto posso tutelare tutte le persone che mi circondano. Se esiste, e non da oggi, un Comitato Scientifico Mondiale che ha approvato e autorizzato la produzione e distribuzione dei diversi vaccini allora devo credere e avere fiducia nelle loro scelte. Uno scienziato è un esperto, un professionista nel suo campo ed io non ho l’esperienza e gli strumenti per poter fare una completa ed esaustiva analisi del problema.

Credo che tutti noi possiamo e dobbiamo informarci, ma il problema di fondo è il seguente: quali fonti utilizziamo? Tutto ciò che leggiamo in forma cartacea o virtuale è corretto? Le persone che ascoltiamo hanno le competenze per dire quello che dicono? Se queste persone sono competenti, hanno la capacità di essere totalmente oggettive nei loro pensieri oppure hanno deciso di schierarsi verso una loro specifica e soggettiva interpretazione del problema? Esiste una risposta oggettiva e univoca in un tema trattato, qualsiasi tema esso sia?

La verità è che tutti hanno ragione e tutti hanno allo stesso tempo torto. La mancanza di oggettiva e l’interferenza delle emozioni e delle sensazioni non ci rende mai totalmente liberi di poter esprimere un pensiero non sindacabile e discutibile. Tutto è opinabile e spesso tutto è il contrario di tutto.

Se partiamo da questo assunto allora vaccinarsi è giusto per le motivazioni che ho riportato in precedenza e non vaccinarsi è giusto perché il vaccino è nuovo, sperimentale e quindi non ne possono essere note e certe tutte le controindicazioni se non attraverso il tempo e i dati ottenibili.

La riapertura dei locali e degli spazi al chiuso richiede una qualsiasi forma di controllo e di gestione efficace per evitare la diffusione ed esplosione del virus quindi, una certificazione sanitaria aiuterebbe di molto questa fase. Ed ecco che il nostro Governo propone il Green Pass. E’ uno strumento tecnicamente sbagliato? Direi che a livello concettuale no. A livello giuridico è uno strumento discriminatorio o di privazione di alcuni diritti e delle libertà di circolazione? Si. Da questo punto di vista lo è ma non potrebbe non esserlo.

Possiamo analizzare il certificato sanitario da diverse angolature o partendo da diverse prospettive e in entrambi i casi l’emissione di un qualsiasi certificato è giusto e allo stesso tempo sbagliato.

Se ci poniamo dal punto di vista di chi ha rischiato di vaccinarsi, il rilascio di un certificato sanitario che attesti il tuo coraggio e il tuo desiderio di accogliere le direttive sanitarie mondiali non ti dovrebbe in qualche modo premiare? Non è corretto sostenere ed appoggiare chi ha deciso di aderire alla campagna vaccinale nel pieno rispetto di chi ha deciso di non farlo?

Ottenere un “vantaggio” dalla vaccinazione fa parte della società civile e della vita stessa. Vi faccio un esempio semplice per farvi capire questo concetto. Se una persona rinuncia dai 20 ai 25 anni a lavorare e quindi a percepire un reddito ed investe il suo tempo e i suoi risparmi negli studi universitari e acquisisce al termine di un lungo e faticoso percorso una laurea, non merita poi nel mercato di lavoro di poter ambire a certi posti di lavoro e ad un certa retribuzione?

Se mettiamo in discussione la possibilità di ottenere un premio o un vantaggio da certi percorsi allora tanto vale chiudere il percorso didattico al raggiungimento del diploma di scuola superiore e fine dei giochi. Aboliamo le Università perché ritenute inutili se non per un mero fine culturale e accessorio. Eliminiamo qualsiasi forma di incentivo e di stimolo e partiamo dal presupposto che tutti siamo perfettamente uguali e che i nostri percorsi umani e professionali debbano essere paritetici e identici.

Concludo dicendo che non obbligo nessuno a intraprendere la mia scelta. Chi non si vuole vaccinarsi può tranquillamente non farlo ma non può nascondersi o recriminare contro uno Stato che intende tutelare chi ha deciso di farlo. Il propagarsi del virus avviene in un ambiente chiuso dopo un determinato tempo di soggiorno quindi, se un novax vuole andare al bancone del bar per prendersi un caffè è libero di farlo ma, non potrà sedersi e soggiornare per ore a contatto con altri soggetti che hanno loro stesso il diritto di sedersi e di non pensare alla possibilità di contrarre il virus.

Ricordo a molte persone che i diritti individuali sono inviolabili e garantiti dalla nostra Costituzione ma è anche vero che per motivi pubblici e collettivi essi possono essere limitati dallo Stato stesso perché il benessere collettivo è più importante di quello individuale.

La libertà è un’utopia per il semplice fatto di convivere e di avere relazioni con altre persone, non dimentichiamocelo mai.

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