Scrutini finiti, corsi di recupero ed esami di stato work in progress e poi vi sarร la solita lunga pausa estiva durante la quale la scuola si metterร in stand by.
Lโestate รจ per definizione troppo bella per durare a lungo, un poโ come tante gioie della vita, e presto arriverร il mese di settembre e con esso l’inizio di un nuovo anno scolastico.
Lโanno prossimo sarร lโinizio della rinascita della scuola e di un nuovo percorso di innovazione e miglioramento qualitativo?
Vi sono diversi aspetti che mi fanno purtroppo pronunciare la parola NO.
Il primo motivo รจ legato ad un proseguo del percorso tortuoso e complesso di assunzione e di inserimento dei docenti piรน giovani nel mondo della scuola. Il problema del precariato non รจ stato risolto e vedremo per l’ennesimo anno l’arrivo in aula insegnanti di numerosi supplenti che andranno a riempire i buchi lasciati dai pensionati e da chi non ha superato il concorso in ruolo per docenti.
Il concorso docenti ha voluto privilegiare il nozionismo puro e, chi ha maturato esperienza in aula, si รจ trovato a doversi rimettere a studiare per cercare di imparare tutti quei concetti che in aula puรฒ preparare e rivedere con calma o che addirittura non usa proprio. Chiedere poi in un tempo breve di progettare diverse unitร didattiche lo vedo come un esercizio temporale e poco pratico. Se a questo aggiungiamo le correzioni soggettive e poco retribuite e gli alti standard richiesti, non vedo poi cosรฌ irreale un numero elevato di bocciati ( i docenti sono dei pessimi studenti? ).
Il secondo motivo sarร lโintegrazione tra la didattica in presenza e quella digitale integrata. Mi chiedo quanti docenti saranno in grado di selezionare ed utilizzare quanto il periodo della didattica a distanza ci ha offerto e chi invece deciderร di seppellire la DAD e di ritornare al periodo pre pandemico.
La didattica a distanza ci ha proposto una forte accelerazione verso il futuro, un modo per avvicinarci alle esigenze tecnologiche delle nuove generazioni. Quanti miei colleghi sapranno cogliere le opportunitร ricevute, quanti vorranno allontanarsi dalla propria zona di confort e decidere di esplorare nuovi e insidiosi terreni fatti di critiche e di fallimenti? Credo pochi.
Il terzo motivo รจ la formazione del docente che non puรฒ piรน essere solo sulle proprie consolidate hard skills ma dovrebbe maggiormente incentrarsi sulle soft skills. Non tutti i docenti hanno una comunicazione fluida e sanno far partecipare attivamente i loro studenti. Molti dimostrano una scarsa empatia e sensibilitร verso i problemi giovanili. Vi รจ infine chi ricerca la leadership attraverso lโautoritร fatta di urla, continui richiami e l’inserendo di diverse e variegate note sul registro di classe. Essere autorevoli significa investire tempo ed energie alla costante ricerca di un onesto e aperto dialogo ed una maggiore comprensione.
Il quarto motivo รจ la solitudine del nostro lavoro. Siamo una somma di singole modalitร didattiche ed operative. Mancano tempi e luoghi di confronto aperto e motivazionale. Uno studente si trova difronte troppe differenze nella gestione di una stessa ora, nellโorganizzazione delle lezioni, delle verifiche e delle correlate valutazioni.
Un ultimo motivo รจ il costante incremento della burocrazia e dei modelli richiesti per una gestione corretta dal solo punto di vista legislativo. La difesa del nostro operato parte sempre dalla forma e poco dalla sostanza. Impara a compilare correttamente le carte e poi se puoi o riesci insegna bene.
L’estate porta consigli, tanti, troppi per chi invece รจ da sempre alla ricerca di soluzioni.

