La pandemia avrebbe dovuto dare segnali di cambiamento e insegnare a tutti noi una nuova strada da intraprendere.
Il concetto di sostenibilità, tanto discusso e rimarcato in ambito economico, non sembra avere intaccato il 🌏 del ⚽️..
Il caso Donnarumma è l’emblema di come un atleta sia diventato un investimento redditizio, trasformando ogni valore sportivo ed emotivo in semplice e concreto 💴..
Un ragazzo di 22 anni può guadagnare miliardi senza perdere i propri valori umani e sportivi?
Credo che la legge della domanda e dell’offerta abbia preso il posto del 💔 . Inutile ricordargli la società che lo ha lanciato in serie A da ragazzino, quella stessa organizzazione che lo ha fatto crescere, sostenuto nei momenti di difficoltà e che ha investito tempo ed energie per la sua evoluzione umana oltre che professionale.
Quanto vale una maglia gloriosa, l’affetto della gente e di un’intera città contro la possibilità di monetizzare al massimo la sua giovane età e la sua esperienza lavorativa?
Non credo vi possa essere una corretta valutazione dei fattori intangibili quando il “Dio denaro” bussa alla tua porta e ti promette un ingaggio sostanzioso e duraturo nel tempo.
Da fuori è facile dire che 6 milioni sono un compenso congruo e che un’offerta di rinnovo a 8 è un premio inaspettato ma, se qualcuno te ne offrisse 10, tu che faresti? Se poi ti offrissero la possibilità di giocare ai massimi livelli europei per diversi anni rifiuteresti solo per glorificare la storia di un club, una maglia indossata, l’affetto di una tifoseria composta da persone che nemmeno conosci?
Ci sarà un tempo in cui la gente proverà odio e rabbia verso il nuovo traditore, un sentimento di chi abita e vive lontano dalla sua vita reale. Un saluto freddo e distaccato da parte della sua ex dirigenza, colleghi di lavoro che non si possono infondo ritenere amici. I vecchi compagni di squadra diventeranno acerrimi avversari ma questa sarà una tipica situazione di routine. Con lo scorrere del tempo nessuno ricorderà più nulla di quanto accaduto e magari in futuro ci sarà una nuova offerta e il ragazzino maturato ritornerà a indossare quella maglia promettendo un nuovo e duraturo legame d’amore.
Il ⚽️ è in mano a società di capitali quotate in borsa, a fondi esteri dove i capitalisti cercano opportunità di ingenti ritorni finanziari. Proprietari pronti ad investire e a disinvestire al miglior acquirente. Dirigenti privi di formazione manageriale che accettano programmi ma non piani. Budget enormi che pieno piano di dimezzano per puntare su cospicue plusvalenze necessarie a generare utili. Passività enormi che richiedono ricapitalizzazioni continue che diminuiscono i valori azionari e generano cambi societari imminenti e traumatici. Allenatori esosi che chiedono garanzie tecniche di lunga durata che poi, nonostante i risultati acquisiti sul campo, devono rivedere la rosa e rinunciare ai loro pupilli in cambio di nuovi e necessari ricavi. I risultati sportivi passano in secondo piano e nemmeno le vittorie sul campo giustificano nuovi investimenti e progetti di crescita. La classifica sportiva si affianca al bilancio d’esercizio e trovare un equilibrio tra i due diventa un rompicapo tra uomini di sport e impiegati d’ufficio.
Chi domani deciderà le sorti di questo nuovo ⚽️ ? La maglia sporca di fango o la bianca e stirata camicia bianca? Il campo dove ogni bambino sogna di tirare un calcio ad un pallone oppure una scrivania dove una penna e una calcolatrice cercano di far quadrare i conti?

