La settimana scorsa navigavo all’interno di Clubhouse e incuriosito dal titolo sono entrato in una room che parlava della controversia giudiziaria tra Bugo e Morgan sfociata nella richiesta di un risarcimento danni pari a 240.000 euro da parte di Bugo per quanto accaduto nella scorsa edizione del Festival della canzone italiana.
Durante il dibattito tra i moderatori e la platea presente รจ apparso magicamente Marco Castoldi che ha preso la parola e ha affrontato la questione attraverso alcuni monologhi con i quali esprimeva la sua posizione in merito alla questione ed esprimeva alcune profonde e personali riflessioni che vorrei commentare e analizzare con tutti i miei lettori.
La prima riflessione che mi ha colpito รจ stata quella con la quale Marco si scagionava dalla vicenda accaduta sul palco dell’Ariston. Secondo lui modificare il testo di una canzone senza rendere partecipe il suo partner รจ stata una forma di intrattenimento e di arte che ha aumentato il valore della competizione stessa. Si sarebbe aspettato da Bugo una pronta e immediata replica stile “fight music” da rapper americani. Secondo lui Bugo ha dimostrato la sua incapacitร di stare sul palco perchรฉ non ha avuto il coraggio, la forza o il necessario talento artistico e professionale nel ribattere colpo su colpo alle nuove parole pronunciate in diretta. L’incapacitร di replica e una pochezza artistica sono stati, a parere di Marco, i veri motivi per i quali Bugo ha lasciato il palco, portando inevitabilmente la coppia in gara verso la squalifica.
La seconda riflessione riguarda l’aspetto formale e contrattuale della vicenda accaduta. Marco รจ salito sul palco senza alcun contratto che potesse tutelarlo dai fatti accaduti. Qualcuno sulla room ha paragonato l’artista ad un operaio che ha lavorato in nero e questa affermazione distorce di molto la realtร . Se Morgan ha deciso di duettare con Bugo in amicizia, questa sua libera scelta non prevede la presenza di alcuna forma contrattuale e, a distanza di mesi, rivendicare una mancanza di tutela giuridica ed economica mi sembra al quanto fuori luogo e ingiusta rispetto ad una libera scelta fatta al momento dell’iscrizione alla manifestazione canora.
Una terza riflessione riguarda la situazione personale che Marco e la sua famiglia stanno vivendo a causa dello sfratto subito e della sua ricerca d’aiuto nel mondo dello spettacolo e non solo. Durante la conversazione il cantautore riteneva importante la creazione di un’associazione a tutela della categoria e dell’intervento dello Stato a sostegno dell’arte in modo che la gente possa continuare a beneficiare della sua musica e del patrimonio artistico da lui creato nel tempo. Queste sue affermazioni si scontrano perรฒ con il suo dichiararsi apertamente anarchico e quindi contrario ad ogni forma di controllo o di imposizione da parte dello Stato. Non conosco bene le dinamiche che lo hanno portato a perdere la casa ma credo vi siano dei fondamenti giuridici ed economici che hanno portato a questo triste epilogo.
Un anarchico che chiede una tutela statale mi sembra incoerente e alquanto opportunistico visto che, quando la situazione รจ degenerata, รจ stato proprio lui a denunciare l’accaduto e a chiedere un sostegno esterno e a lamentarsi dello scarso interesse da parte di molti suoi colleghi. Il mancato interesse privato alla vicenda porta come secondaria esigenza quella di affermare l’importanza del settore pubblico come sostegno morale, etico, culturale e soprattutto economico al comparto artistico e, nello specifico, musicale.
Ho tenuto per ultima una riflessione legata alla sua fede e alle affinitร che lui oggi ritiene di avere con la figura di Gesรน. Ho ascoltato con molta attenzione le sue parole quando si รจ paragonato al figlio di Cristo e al fatto che anche lui sta portando dolorosamente una croce sulle spalle. Mi ha colpito molto la sua percezione di un accanimento mediatico verso la sua figura e il fatto che, nonostante si ritenga nel mondo del show business il piรน bravo e competente in campo musicale, nessuno gli propone piรน da anni la conduzione di programmi musicali o la semplice presenza come ospite nei maggiori talk show musicali del Paese.
In sintesi Marco ha onestamente e palesemente dichiarato di non essere propenso al rispetto delle regole, di volersi sentire sempre libero nell’esprimere ogni forma di pensiero e di giudizio nei confronti di tutto e di tutti ma di non volersi forse assumere totalmente la responsabilitร delle proprie azioni. In passato la televisione italiana gli ha offerto parecchie opportunitร di lavoro ma in un modo o nell’altro le vicende sono sempre finite male. Puรฒ accadere di avere delle divergenze con la produzione ma credo che queste situazioni non possano verificarsi spesso e vedere sempre lui come oggetto del contendere.
Scaricare la colpa di quanto successo a Sanremo su Bugo, non riconoscere la legittima richiesta di un danno morale che il suo ex amico ha subito, non scendere mai a compromessi con gli altri, non rispettare le regole imposte dalla societร , non aver gestito al meglio gli introiti ricevuti dal suo lavoro, sentirsi parte di un complotto cosmico e parte lesa di un demoniaco progetto divino, sono situazioni che riportano l’attenzione su un unico e preciso problema: il proprio egocentrismo.
Credo che Marco abbia bisogno di uscire da questa bolla che si รจ creato per proteggersi dalla dura realtร dei fatti. Credo che circondarsi di persone che assecondino sempre i propri pensieri e che lo spalleggino in tutti gli errori che ha commesso, non sia altro che un modo per accrescere il proprio ego. Per poter cambiare e migliorare ognuno di noi si dovrebbe far accompagnare nella vita da persone diametralmente opposte. Persone che non si facciano condizionare o schiacciare dalla figura di artista e musicista ma che possano apertamente e onestamente proporre una visione divergente degli eventi successi. Persone che accendino in noi dubbi, riflessioni e confronti, persone capaci di sbatterci in faccia i numerosi sbagli commessi in passato in modo da non replicarli domani. Immagino i numerosi demoni che convivono all’interno di ogni anima e di come sia facile affidarsi a loro per credere in un falsa e distorta veritร .
Vi รจ sempre un tempo per redimersi, l’attimo per fermarsi a rileggere la storia da una diversa angolatura, un momento per cambiare prospettiva e intraprendere un nuovo e avvincente viaggio.
Come diceva Marco l’Italia ha forse perso gli anni migliori della sua creativitร ma se, veramente la gente รจ interessata alla sua arte, vi sarร sempre domani un attimo per poterla recuperare e apprezzare a pieno.
Ti abbraccio forte Marco, un tuo non fan.

