Credo che l’intensitร e la rapiditร con cui un lettore possa nutrirsi di ogni singola parola collocata su un foglio bianco rappresenti uno specifico e chiaro indicatore di quanto si possa apprezzare e riconoscere la grandezza di un libro.
Kobe e la compagnia degli anelli รจ un libro speciale perchรฉ รจ stato in grado, grazie ad un immenso giornalista sportiva americano come Jeff Pearlman, di far rivivere al lettore un vecchio film attraverso una prospettiva nuova, diversa e sotto diversi aspetti affascinante.
Questo libro ripercorre il periodo d’oro dei Los Angeles Lakers a cavallo degli anni 2000. Un periodo nel quale la squadra degli angeli รจ stata capace di vincere tre anelli consecutivi (il quarto era alla portata della squadra) senza riuscire mai a sconfiggere l’avversario piรน ostico: l’ego individuale.
La bellezza la si ritrova nella capacitร dello scrittore di narrare la storia attraverso una prospettiva diversa da quella che un tifoso dall’esterno puรฒ solo immaginare di una squadra vincente. All’interno del gruppo nulla vi รจ se non dichiarazioni, parole e azioni negative e perdenti. Il concetto di gruppo non puรฒ esistere se al suo interno ritroviamo la somma di singoli atleti alla ricerca di obiettivi individuali ed egoistici. Il mistero di questa gloriosa squadra รจ tutta nell’incapacitร di comprendere come singoli pezzi, non sempre complementari tra essi, abbiano potuto evitare l’altissima probabilitร di implodere e, di come nel bene e nel male, questa disomogenea aggregazione di talenti possa aver trovato un limitato e temporaneo lieto fine.
Il libro ruota attorno ad un giovane ragazzino di 17 anni chiamato Kobe che salta il liceo per divenire il piรน giovane professionista di sempre ad approdare direttamente nell’NBA senza passare per l’Universitร . Arriva in una cittร che, dopo aver strappato ad Orlando il dominante Shaquille O’Neal, sognava di ritornare ai favolosi anni ’90 di Magic e dello showtime.
Che cosa accade quando in una cittร vi sono due sceriffi?
Da una parte un giovane ma esperto gigante gentile, sorridente, disponibile, famoso e strapagato che sta dominando la Lega. Dall’altro un ragazzino introverso, egoista e sbruffone che rivendita un ruolo da titolare e che gioca uno contro cinque come se uno sport di squadra fosse diventato tutto ad un tratto individuale.
Questa miscela esplosiva viene neutralizzata e incanalata grazie all’ossessione che entrambi i protagonisti hanno per la vittoria, quel desiderio ossessivo compulsivo di primeggiare e di infilare al dito il sognato anello. Una cosa che i soldi, la celebritร e i riflettori non comprano sono i campionati sportivi che vanno guadagnati solo con il duro lavoro e il sudore in palestra. Il sentiero che porta verso questa direzione รจ magistralmente indicato dal maestro zen Phil Jackson, lo stesso coach che ha portato MJ a vincere 6 anelli a Chicago e che era giร da tempo pronto al ritiro.
La compagnia affronta un lungo e tortuoso viaggio dove la rivalitร e il poco rispetto reciproco dei due antagonisti viene accentuato ed estremizzato dallo scrittore nei momenti difficili e apparentemente accantonato e moderato in quelli di gioia. Il cerchio si chiude solo quando la squadra trova il modo di limitare l’ego individuale all’interno di uno spirito di gruppo generato da “comparse” intelligenti e altruiste.
Il viaggio non รจ altro che una costante e disperata ricerca di un temporaneo equilibrio.
Questo libro dimostra come il desiderio di primeggiare in una cittร sempre sotto le luci di Hollywood non puรฒ placarsi e finire. Ad ogni vittoria Shaq mostra il suo essere appagato e soddisfatto mentre in Kobe sale il desiderio di avere di piรน e di non volersi mai accontentare. Proprio in questi atteggiamenti diametralmente opposti le due superstar della squadra non troveranno mai un punto di contatto, non saranno mai amici, non potranno mai riconoscere la loro reciproca grandezza. Ognuno di loro vorrร sempre primeggiare sull’altro, riconoscendosi i migliori della squadra e della Lega. Quello che gli unirร negli anni รจ il riconoscersi reciprocamente come supporto e aiuto alla ricerca disperata di un trionfo. Il fatto che Kobe non riesca a vincere il premio di MVP durante le tre finals NBA vinte รจ l’emblema del suo desiderio di riconoscimento della sua individuale grandezza. La fine del viaggio รจ rappresentato dall’egocentrismo del venticinquenne Kobe che vuole primeggiare da solo. Appoggiato dalla dirigenza californiana allontana il resto della compagnia perchรฉ il suo viaggio deve continuare in piena solitudine per dimostrare agli altri, ma soprattutto a se stesso, di essere il migliore (nascita della mamba mentality).
Solo a distanza di anni l’esperienza e la maturitร avvicineranno i due compagni nemici nella comprensione di come all’epoca la mancanza di consapevolezza fu il vero e unico ostacolo ad una coppia che aveva la reale possibilitร di grandezza e di immortalitร .
Quanti anelli avrebbero potuto vincere insieme non รจ da sapersi ma, se la loro carriera fosse proseguita spalla a spalla, questo libro non sarebbe stato poi cosรฌ speciale.
Infondo in ogni coppia di supereroi vi รจ uno disposto ad essere Robin e a coprire le spalle a Batman. A LA vi era una coppia di supereroi dove nessuno dei due voleva essere il Robin dell’altro.

