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Anche questo lungo e travagliato anno scolastico volge al termine e, come sempre, ci troviamo davanti al nodo cruciale del viaggio: valutare i risultati che la classe ha ottenuto.

Mentre lโ€™anno scorso la didattica a distanza non ci ha permesso di dare giudizi negativi, questโ€™anno vi รจ la possibilitร  di sospendere i giudizi e di proporne di negativi.

Ne siamo sicuri? Siamo veramente liberi e autonomi nel farlo?

Anche se la normativa ce lo permette, la realtร  si distacca dalla teoria e pone alcuni limiti o freni al nostro professionale e onesto giudizio.

Lโ€™anno scolastico ha offerto diversi scenari: didattica mista, didattica in presenza e didattica a distanza. Un minestrone di situazioni che poi si riflettono su verifiche e valutazioni.

In tutto questo vi รจ poi il tema della socialitร , lโ€™assenza di relazioni umane che ha influenzato negativamente lโ€™apprendimento.

Quale conseguenze ha portato la mancanza di socialitร ? Uno sconto preventivo sui giudizi finali.

La linea guida proposta dalla scuola รจ quella di attenuare o ammorbidire i risultati, evitare giudizi troppi duri e considerare la situazione che gli adolescenti hanno dovuto affrontare e subire passivamente.

In pratica cercare di aiutare gli studenti socialmente turbati con aiuti numerici che portino a considerare la pandemia come una specie di โ€œsconto condizionatoโ€.

La scuola ci chiede di chiudere un occhio, considerando la didattica a distanza e quella mista come metodologie non efficaci per un corretto giudizio, e di vedere gli strumenti digitali come non consoni a valutare lโ€™operato dei ragazzi.

Si ritiene che solo la didattica in presenza sia in grado di offrire reali giudizi imparziali e che sia opportuno considerare le metodologie palliative della pandemia come di rango inferiore e di conseguenza ritenerle imperfette e incapaci di un corretto giudizio.

Credo che lo sforzo di ogni docente nella realizzazione di unโ€™offerta didattica innovativa e adatta al contesto che abbiamo vissuto, meriti rispetto e considerazione, anche al fine valutativo e ritengo che, come รจ stato richiesto a noi docenti, anche gli studenti avrebbero dovuto fare uno sforzo di adattamento.

Personalmente non credo che tutti gli studenti meritino lโ€™ennesima โ€œgraziaโ€ dovuta allโ€™assenza di socialitร  e di relazione e che ogni docente possa e debba seguire la propria coscienza nello stabilire chi possa essere sostenuto e aiutato e chi no.

A giugno i consigli di classe saranno chiamati a considerare diversi aspetti e mi piacerebbe che il buon senso e la professionalitร  non venissero ancora messi in secondo piano per motivi extra didattici e che i dirigenti ci permettessero di poter considerare tutto lโ€™impegno e la passione che abbiamo messo in questo nuovo modo di fare lezione ed infine, che ci lasciassero la possibilitร  di rivendicare il nostro ruolo di giudici imparziali e responsabili.

Ognuno di noi deve essere libero e privo di qualsiasi forma di condizionamento esterno nel decidere chi debba essere premiato, chi meriti una seconda opportunitร  e a chi spetti un giudizio negativo.

Lโ€™impegno profuso a distanza avrebbe dovuto essere lo stesso di quanto richiesto in aula, senza scuse o distrazioni da parte di chi ha deliberatamente letto nella didattica a distanza una facile scorciatoia.

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