Il giorno della verifica

Per ogni studente rappresenta il giorno della verità, il momento del giudizio, la fine di tutti i lieti e sereni giorni in cui, per diversi motivi, si è deciso di rinunciare al dovere di studiare per abbracciare attività ricreative migliori e allettanti.

Cammino velocemente per il corridoio della scuola con le verifiche sotto braccio, cerco di arrivare presto perché il tempo è prezioso.

Arrivo in classe e incrocio le loro facce terrorizzate.

Alcuni di loro stanno ancora ripassando, altri cercano di ripetere ad alta voce le definizioni, altri parlano tra loro nella vana ricerca di completare il loro sapere, altri si scrivono alcuni appunti sul banco o sulla mano. I meno furbi cercano di inserire un bigliettino magico in tasca.

Quanti trucchi per ottenere un piccolo vantaggio.

Chiedo cortesemente alla classe di creare delle file, un massimo di quattro, non troppo numerose visto che alcuni di loro non riescono nemmeno a respirare da quanto sono vicini ai compagni, di mettere tutto dentro la cartella chiusa e di tenere sul banco solo lo stretto necessario.

Vorrei tanto che non cercassero di copiare, nè di utilizzare strumenti illeciti: tanto lo sanno che durante la verifica giro tra i banchi per verificare che la prova sia svolta in modo corretto.

Loro sembrano dimenticare o ignorare che, in un tempo passato, sono stato al loro posto: quante volte ho cercato di sedermi in fondo alla classe nella speranza di non essere sotto la mira del prof, di sedermi vicino al compagno che in quella materia era bravo, creare un piccolo bigliettino da mettere in tasca, pronto all’uso nei casi disperati.

Non so se conosco tutti i trucchi del mestiere, se negli anni sono nate nuove e avvincenti strategie di copiatura, ma non sono nato ieri.

Inizia la prova. Chiedo ai ragazzi se vogliono della musica di sottofondo rilassante, metto sulla LIM un’applicazione che faccia da conto alla rovescia in modo che sappiano sempre quanto manca al termine della prova. Qualcuno osserva la LIM e inizia a muovere la testa a destra e a sinistra come a dire che non riuscirà mai a terminare la verifica nei tempi stabiliti. Qualcuno mi chiede di toglierla perché gli sale l’ansia e non riesce a concentrarsi.

Ognuno di loro vive questo momento in modo differente: c’è chi si dispera, chi suda freddo, chi non alza mai la testa dal foglio e chi cerca invano una via di uscita, un supporto, un aiuto, un modo per esorcizzare il momento.

Ad un certo punto sorrido, prendo la parola e chiedo ad ognuno di loro di fare semplicemente il meglio del meglio che possono.

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