Non succede spesso, ma può accadere di finire in anticipo una lezione.
Molti docenti lasciano alla classe piena libertà del tempo residuo, nella piena consapevolezza che questo dono verrà sprecato. I ragazzi di oggi non hanno il grado di controllo e di educazione che avevamo noi alla loro età. Spesso vedo studenti che si alzano per andare a trovare un compagno, che girano le sedie dandoti deliberatamente le spalle, che accendono il cellulare, incuranti delle regole, per poter sbirciare i loro profili social.
Qualcuno va verso la finestra per scrutare l’orizzonte: restare in carcere con una giornata così bella è proprio un peccato.
Insomma avete capito: lasciare piena autogestione temporale alla classe è pericoloso.
Cosa fare allora nel poco tempo a disposizione?
Un gioco che ho intitolato: “ Raccontami di te ”.
A caso, scelgo uno studente e lo invito a sedersi vicino a me, sulla cattedra. Più che un invito, è spesso visto come un obbligo, ma il risultato non cambia.
Gli chiedo di parlare della sua vita, della sua famiglia e di come trascorre il tempo al di fuori della classe e infine di dirmi una cosa particolare, che nemmeno la classe conosce, un piccolo segreto da custodire tra le mura di quella stanza.
Non posso aiutare una persona a crescere se non la conosco.
Ognuno di noi ha un ruolo al di fuori del lavoro e questo ci influenza in quello che facciamo. Maggiori informazioni aiutano la reciproca conoscenza e aumentano la possibilità di toccare le giuste corde.
Di una cosa ne sono certo, le persone che ricordi sono quelle capaci di sorprenderti.

