Tra il tutto e il niente vi è sempre una via di mezzo.
L’anno scorso non si sapeva nulla di questo nuovo virus e giustamente il Governo Conte ha deciso un lockdown nazionale. Superata la prima fase pandemica non siamo stati capaci di tracciare e seguire il flusso dei contagi. Abbiamo deciso di dividere il territorio in zone regionali ma non di suddividere essa in aree maggiormente dettagliate e precise.
La chiusura totale di alcuni settori ha portato il Governo ad un pioggia di ristori limitati e ritardati che hanno colpito molti ma soddisfatto pochi. Non siamo stati capaci di percepire e comprendere a fondo le diverse esigenze in modo da razionalizzare e pianificare le risorse pubbliche investite nei settori privati colpiti dalle chiusure. Avremmo potuto sfruttare la situazione per capire quali aziende necessitavano di un reale sostegno, in quanto meritevoli di sopravvivere e ricominciare nel post Covid-19, e chi invece era in sofferenza già da tempo e destinato comunque a chiudere.
La scuola è stata come sempre gestita e organizzata in modo superficiale; mentre le scuole primarie e secondarie di primo grado sono rimaste sempre aperte, non si capisce il motivo per il quale quelle secondarie di secondo grado sono state messe in DID al 100%, in un secondo momento al 50% ed ora ancora al 100% fino a maggio.
Legata alla scuola il tema dei trasporti, da sempre affollati ed ora vuoti nonostante la necessità di portarli al 50% della loro capienza.
Ma se i trasporti ci sono, perché non utilizzarli per un numero ridotto di studenti, magari al 25%?
Nessuno parla del disagio che stanno vivendo gli studenti del primo biennio delle scuole superiori. Saranno proprio loro i cittadini del futuro, coloro che si troveranno ad affrontare un lungo percorso di studi pagando un prezzo salato legato a difficoltà e disagi non solo di tipo psicologico, ma soprattutto didattico. La necessità di tutelarli o premiarli dalla didattica a distanza non può portare il corpo docente a proclamare una promozione forzata o veicolata solo perché non ci si fida delle verifiche online.
La promozione guidata è un danno irreversibile per gli studenti.
Credo sia importante ricordare come la scorsa estate nessuno del MIUR ha pensato di organizzare corsi di formazione obbligatori per permettere a tutto il corpo docente di imparare o rinforzare gli strumenti e le metodologie legate alla vecchia DAD. Il Ministero si è preoccupato di rendere ufficiale la didattica a distanza e di integrarla con la didattica in presenza solo in modo formale ma non curandosi l’aspetto sostanziale.
Non è che la DID non funzioni perché manca una formazione di base?
Per chiudere in bellezza l’elenco del nostro pressapochismo il tema della campagna vaccinale. I vaccini ci sono, mancano i medici e gli infermieri per utilizzarli. Mentre paesi come l’Inghilterra e gli Stati Uniti vaccinano 24 h noi siamo a discutere con la coscienza dei medici ribelli, i novax e il 0,00006% dei casi legati all’utilizzo del vaccino Astrazenica. Siamo in ritardo con la vaccinazione per gli ultra ottantenni, inesistente la campagna per i settantenni, i docenti sono stati vaccinati solo con la prima dose e vi è un piccolo popolo dei furbetti che hanno ricevuto una dose di vaccino pur non rientrando tra le categorie previste dal piano preventivo.
Avere lo strumento ma non saperlo utilizzare è tipico dell’allegra e spensierata Italia.

