” Buona notte, buona notte fiorellino “

” Buona notte, buona notte fiorellino “

Questa mattina mi sveglio e, tra i video proposti da Facebook, mi imbatto sulla diretta notturna del dolce e amorevole Matteo Salvini.

Giorni fa aveva proposto di occupare le piazze con mascherine e guanti per poi doversi ricredersi visto che lui stesso aveva fatto una legge che lo vietava. Quindi, cosa si poteva inventare di nuovo ed eclatante? Occupazione del proprio posto di lavoro (Senato e Camera dei Deputati) in segno di protesta contro la tirannia che oggi, a suo parere, vige nel nostro Paese. Per ottenere visibilità e credibilità organizza una diretta nel pieno della notte per dimostrare che, mentre tutti dormono facendo sogni sereni e tranquilli, lui non riesce a dormire perché è impegnato a liberare il Paese da questa privazione incondizionata dei nostri diritti (da cittadini ora siamo tutti diventati sudditi, ignoranti e senza spina dorsale, pronti a farci trattare a pesci in faccia senza capacità di reazione).

Mentre il resto dell’Europa ha deciso di azzardare un “libera tutti” con delle conseguenze forti e negative sulla salute dei cittadini, lui fomenta la necessità di mettere l’economia al primo posto, tutti subito al lavoro tanto se poi gli ospedali e le terapie intensive torneranno ad affollarsi ci penseremo in seguito. Proprio lui che parla di detassare del 70% i compensi degli infermieri senza aver mai proposto nessun taglio agli stipendi della politica che in questi ultimi mesi hanno dovuto ridurre le sedute parlamentari e istituzionali a causa della pandemia.

Da domani siamo tutti tenuti a fare una diretta sui social media per promuovere, difendere e dimostrare quanto siamo impegnati nei nostri rispettivi lavori.

Personalmente non ho bisogno di dimostrare quanto tempo sto dedicando a questo nuovo modo di fare didattica e molti addetti al lavoro sanno la quantità di ore che abbiamo investito nella creazione di un nuovo modello educativo.

Non ci siamo mai permessi di chiedere nulla di più di quanto ci spettasse e non abbiamo mai dovuto dare sfoggio del nostro impegno e della nostra capacità di adattamento a questa emergenza. Riconosco l’impegno e lo sforzo profuso da parte di chi lavora nell’ambito sanitario ma non sono stati i soli a doversi impegnare in questo difficile periodo. Molte categorie lavorative hanno dovuto spendersi nel disagio ed altri hanno comunque dovuto sacrificarsi in termini economici o di limitazioni personali. In questo periodo vi sono milioni di piccoli “eroi” ma nessuno di questi ha mai voluto mettere in luce quanto fatto perché non hanno mai sentito l’esigenza di ricevere consenso popolare oppure hanno chiesto alcuna rivendicazione.

La propaganda politica e la ricerca di consensi e voti futuri non è quello che oggi mi aspetto da nessun rappresentante politico perché il Paese lotta e soffre contro un nemico comune e invisibile che fino a prova contraria non ha lasciato la nostra terra ed è lì ad aspettare un minimo errore per ricordarci che la partita non è ancora finita.

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