Mi sorprende sempre la capacità delle persone di cancellare il passato, soprattutto quando questo ha portato dolore e sofferenza. Tutti i ragazzi che decidono di affrontare il venerdì sera insieme, senza mascherina o non rispettando la distanza di sicurezza, vivono il presente senza memoria, come se fossero in una piccola bolla dove quanto accaduto solo pochi mesi prima non è altro che un brutto sogno nel quale si sono finalmente risvegliati.
Credo che ognuno di loro non abbia avuto nessun amico o persona cara da ricordare, non abbiano visto mai una malato, intubato o deceduto.
La verità è che fino a quando non si incontra l’assenza non si può comprendere la gravità delle proprie azioni e forse questo fa parte di quella meravigliosa e innocente età dove ci si crede immortali o quantomeno immuni da qualsiasi forma di malattia.
Basta un paio di drink, un pacchetto di siga in una tasca e un po’ di soldi nell’altra e la serata è pronta ad essere vissuta a mille fino a quando la luce del sole e la stanchezza della notte non decide che la festa è finita.
Il mio divertimento non può avere regole, chi mi abbraccia è un amico di circostanza che forse il giorno dopo non mi ricorderò nemmeno il suo nome.
Senza mascherina quella bella ragazza in fondo al locale potrà vedere il mio sorriso, i miei bianchi denti o potrà ascoltare bene le parole con le quali la vorrei invitare in un angolo buio e appartato del locale per riuscire ad avere il suo numero oppure a rubare un dolce bacio.
Forse basterà che solo uno dei ragazzi intorno a me abbia il virus per mettere in discussione il mio futuro ma dai, la fortuna mi sorride, non potrò mica essere così sfortunato da aver incrociato proprio un asintomatico?.
Se starò male forse mi metterò in isolamento e, se per pura sfortuna o casualità dovrò essere ricoverato in ospedale, in bilico tra la vita e la morte, potrò sempre pensare a quanto sono stato fortunato in quella figata di serata e che nella mia vita ci potrà ancora essere un folle e pazzo venerdì sera.

