Con oggi si termina questo lungo e travagliato anno scolastico. La prossima settimana iniziano gli scrutini online ed io, come tutti i miei colleghi, siamo alle prese con le proposte di voto finale.
Ho iniziato a riflettere un paio di giorni fa su questo tema e chi non è del settore non immagina la fatica e la sofferenza nel dover sintetizzare con un valore numerico il percorso annuale di uno studente.
Non sto parlando di chi, e vi assicuro che non sono pochi, prende il registro elettronico e si affida ciecamente alla pura media matematica dei voti assegnati.
Il problema di fondo consiste nel fatto che i genitori e gli studenti si affidano al valore di sintesi fornito dal registro e, in quel valore, trovano l’unica giustificazione alle loro motivazioni.
Lo studente e, a volte purtroppo anche i genitori, soffrono di amnesia temporanea e tendono a non ricordare tutti gli eventi negativi accaduti durante l’anno scolastico in quanto ritenuti marginali e non influenti nel giudizio finale.
Credo che all’interno della nostra categoria possa essere dannoso chi prende il voto e lo arrotonda per eccesso in modo da trasformare tutte le situazioni pendenti in sufficienze giustificando tale scelta solo per evitare l’assegnazione del debito e della conseguente costruzione di una prova di verifica per l’anno successivo.
Ritengo professionale e responsabile chi decide di utilizzare la media ponderata ovvero stabilire pesi diversi a verifiche diverse in quanto vi sono argomenti fondamentali per il prosieguo del programma e argomenti marginali che non influenzano il futuro.
Vi sono poi prove scritte e interrogazioni, le prime sono oggettive e consentono una valutazione profonda delle conoscenze mentre, le seconde, sono soggettive e influenzate ad aspetti emotivi che incidono sulla prestazione.
Oltre alla necessità di una ponderazione nell’attribuzione dei voti vi sono diversi aspetti soggettivi legati all’apprendimento: la partecipazione alle lezioni, la frequenza, l’impegno pomeridiano nello studio e nella consegna dei compiti per casa, l’atteggiamento durante le spiegazioni e la partecipazione attiva al dialogo didattico.
Quanti docenti riflettono ed integrano tali aspetti nel voto finale assegnato?
Dobbiamo essere realistici, nonostante tutti gli sforzi profusi e la considerazione di tutte queste variabili, vi sono e vi saranno sempre situazioni ibride ovvero studenti che viaggiano sulla linea di confine della misera sufficienza e saranno sempre quelli a metterci in difficoltà e a rendere la nostra valutazione piena di pensieri pre e post decisione.
Buona valutazione a tutti …

