La solitudine

Vi siete mai sentiti soli?

In un mondo dove tutti bramano un forte desiderio di condividere la propria vita, i propri sorrisi e le proprie esperienze di vita, mi chiedo se queste persone sono veramente felici.

La virtualità ci permette di essere connessi con il resto del mondo con la creazione di un semplice profilo: Facebook, Instagram, Tik Tok e tanti altri che non conosco e che magari esistono.

Ma nella realtà, nella vita vera, quante persone sono vicine a voi? Quanti sarebbero disposti a mollare il lavoro, un appuntamento importante per correre da voi se ne avete bisogno?

Se togliamo le sere organizzate di festa, quanti deciderebbero di sedersi sul vostro divano di casa solo per ascoltarvi, tenervi la mano o darvi un rassicurante abbraccio?

Il mio 2024 è stato un anno difficile, impegnativo e complesso dal punto di vista emotivo. La vendita della mia vecchia casa, il trasloco dai miei, la nuova casa, macchina, scuola e la perdita di chi amavo.

Oggi mi trovo a fare i conti con me stesso, il mio percorso di crescita personale, gli amici che diventano semplici conoscenti e un forte desiderio di trovare una profonda connessione con qualcuno.

Mi sento come se la prima parte della mia vita sia arrivata al termine. 

Quella linea che separa nettamente una parte di me e un modo di vivere ormai vecchio, antiquato, lontano, distante da quello che oggi sento di voler diventare.

Una crepa netta nel mio percorso dove non vi è più possibilità di ritorno e l’obbligo di vedere solo avanti, un futuro incerto che mi mette in dubbio, come se avessi perso tutte le mie certezze e quasi non mi riconoscessi allo specchio.

Vi è mai successo di perdere le vostre certezze, di sentirvi come chi cammina in bilico su un filo sopra un grattacielo?

Io mi sento così. 

Insicuro, spaventato da quello che accadrà, dubbioso su ogni piccolo passo da fare, emotivamente sulle montagne russe. 

Quante volte mi emoziono vedendo un film, ascoltando una canzone, leggendo una pagina di un libro, osservando il grande albero fuori dal mio terrazzo.

Alcune certezze però iniziano ad emergere forte da dentro: non mi interessa più la carriera, obiettivi tangibili e materiali, desidero amare qualcuno e ricevere attenzioni, carezze, baci, abbracci e rassicurazioni.

L’intimità emotiva e mentale sta diventando la strada maestra in questo mio secondo tempo che vorrò dedicare alla mia crescita spirituale e al desiderio di sperimentare tutto quello che nella mia prima parte ho rifiutato per paura: convivenza, matrimonio, famiglia e chissà se un figlio.

In questo passaggio tutto si apre per fare spazio al nuovo e quindi sarò solo io a decidere chi mi potrà accompagnare e chi invece dovrà restare fuori dalla porta.

Non avrò più esitazioni, non perderò tempo con persone che non vibrano con me e vivrò questa solitudine come quella pausa che al cinema viviamo all’intervallo.

Un giorno torneranno a spegnersi le luci della sala e il mio nuovo film sarà pieno di colori, sorrisi e dolci lacrime di gioia.

Buona visione a me e a chi mi sarà vicino, chiunque tu sarai.

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