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Martina esce frettolosamente da casa.

Cammina con le sue allstar nere, calzettoni bianchi lunghi, pantaloncini neri e maglietta rosa. Raccoglie i suoi lunghi capelli biondi con un elastico e, mentre i suoi passi si fanno sempre più rapidi, prende dalla borsa semiaperta le sue calze bianche che la proteggeranno e scalderanno dagli attacchi e dalle battute delle sue compagne.

L’allenamento si avvicina e il suo desiderio di arrivare in palestra è pari alle delusioni che i primi giorni di scuola le hanno sbattuto in faccia. La sua compagna di banco ha cambiato classe, la prof di inglese ha già fissato un’interrogazione per il fine settimana su un libro da leggere sotto l’ombrellone e il suo ragazzo del mare è tornato a casa e non gli scrive da oramai un paio di settimane.

La pallavolo è sempre stata la sua passione, un luogo magico e incantato dove i problemi della vita stanno in tribuna ad osservarla. In quelle due ore le ansie e le paure si staccano dai suoi pensieri e si agitano all’idea di non riuscire a condizionare i suoi gesti.

Inizia a scaldarsi correndo intorno al campo e una lacrima gli cade dagli occhi. Luisa la rincorre, gli sorride e l’abbraccia chiedendole se vuole scaldarsi in coppia con lei. Ad ogni palleggio e bagher lei la sprona, le chiede concentrazione e attenzione. Martina, nella concentrazione di ogni gesto tecnico, trasforma il dolore in passione e le lacrime si tramutano in sudore, fatica e piacere. Un piccolo sorriso esce dal suo viso.

A fine allenamento si sente scarica, sotto la doccia si rilassa e in fondo alla stanza arrivano le risate di una compagna che racconta un episodio buffo accaduto nel pomeriggio. Inizia a ridere anche lei e capisce quanto quel gruppo sia ormai diventato la sua seconda famiglia.

All’interno di quel cerchio sociale si sente al sicuro, qualsiasi cosa le possa accadere al di fuori dello spogliatoio sa, che al suo interno, potrà trovare delle compagne, amiche, sorelle, disposte a sostenerla e pronte a tenerle su il morale.

Ora cammina lenta e serena mentre il buio del cielo di settembre l’avvolge verso la luce di un lampione. Sotto di esso trova un piccolo cancelletto di legno aperto, in giardino sente il profumo di casa e i pensieri volano alti nel cielo come tanti palloncini. La quiete della sera spegne il rumore di una lontana tempesta.

Ci sarà tempo per tornare, il vuoto diventa il cuscino di un dolce riposo.

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