Ieri pomeriggio esco da scuola dopo gli scrutini di fine anno e mi ritrovo in macchina fermo in coda.
Giro la testa verso destra e un cartellone attira la mia attenzione.
“Scuola Italia, 100% promossi“.
Sotto questa scritta cubitale il cartellone continuava con frasi ad effetto: “Diploma in 1 anno, è ora di usare la testa!!!. Prezzi competitivi e sedi in tutta Italia”.
Wow. Strategia di marketing diretta, aggressiva e aggiungerei parecchio arrogante.
Infilo la prima marcia e mi muovo. In quell’istante mi pongo una domanda: “Quanta gente, disperata e dispersa dalla scuola pubblica, si affiderà a quella che ritengo essere l’ultima spiaggia?”.
Analizziamo questi slogan e cerchiamo di chiarire alcune cose, visto che ho insegnato una vita nelle scuole private e ne ho gestita una di mia.
La garanzia di promozione NON esiste perché una scuola privata organizza e supporta il privatista nella preparazione di un esame finale che dovrà svolgere obbligatoriamente in una scuola pubblica (da evitare) o paritaria (scelta quasi scontata).
Occorre precisare che gli esami di idoneità (classi intermedie dalla 1 alla 4) si possono svolgere in tutto il territorio nazionale mentre, per l’Esame di Stato, il candidato privatista ha l’obbligo di compilare una domanda all’ufficio territoriale provinciale, soggetto preposto poi a stabilire la sede d’esame dello studente.
Il candidato privatista dovrà svolgere poi il pre esame a maggio e ricevere l’ammissione da parte della commissione giudicante a quello finale a giugno. La semplice e allo stesso tempo complessa condizione di ammissione è il raggiungimento della sufficienza in tutte le materie, in modo da ottenere poi il credito scolastico per la classe quinta.
Il temibile pre esame può essere evitato dal privatista?
Il privato potrebbe iscriversi in una classe quinta di una scuola paritaria italiana in modo da evitare l’esame e sostenere i compiti in classe durante i nove mesi canonici.
Questa strada potrebbe non essere legale nel momento in cui le presenze siano falsificate dalla scuola (uno studente, per essere scrutinato a giugno, non può superare il 25% delle assenze, salvo documentazione che giustifichi le troppe assenze) e il privatista frequenti solo una parte delle lezioni e si presenti per sostenere le prove periodiche (spesso assegnate allo studente prima delle date oppure da ricopiare in aula al momento della prova stessa).
Un’altra via è quella di cambiare la residenza (fattibile per chi non ha un lavoro e impossibile per chi ha un contratto di lavoro regolare) in modo da fare la domanda in una provincia dove è presente una scuola paritaria che, per legge, non può accogliere candidati esterni che superino il 50% + 1 degli interni iscritti all’ultimo anno.
Attenzione che, in questo caso, è l’ufficio scolastico a decidere le sedi e quindi potrebbe accadere che lo studente sia dirottato presso una scuola pubblica della provincia nella quale è stata compilata la domanda.
Ottenere il diploma in un solo anno è una chimera se lo vediamo dal punto di vista didattico e attraverso il sostenimento degli esami finali presso strutture pubbliche.
Immaginiamo un lavoratore che abbia sostenuto la licenza media 20 anni fa e decida oggi di riprendere gli studi per acquisire un diploma tecnico o professionale.
Secondo voi in quanto tempo lo potrebbe acquisire?
Dalla mia esperienza il tempo necessario è almeno di 3 anni: nel primo anno il lavoratore inizia a capire cosa significa studiare e, attraverso il recupero delle classi prima e seconda, acquisisce i fondamenti nelle discipline di base (italiano, lingue straniere e matematica). Il secondo anno si entra nel cuore delle materie di indirizzo per sostenere l’esame di idoneità alla classe quinta (le materie di indirizzo si sviluppano nel triennio finale). Nel terzo anno lo studente si può concentrare sulle programmazioni della sola classe quinta visto che, il pre esame di maggio e l’esame finale di giugno, verrà svolto presso una scuola pubblica. il Consiglio di classe richiederà al privatista di essere in possesso dei requisiti minimi che gli studenti della classe stessa hanno raggiunto durante l’anno scolastico in corso.
Se vuoi garantire il diploma in un solo anno devi, necessariamente, escludere un progetto credibile dal punto di vista didattico e far acquisire in modo illegale un titolo di studi basato sul semplice e brutale esborso di denaro. Si parla di acquistare un servizio pari alla luce, gas o acqua (deprimente ed è il motivo per il quale la cultura non ha il giusto valore nel nostro povero Paese).
Mi piacerebbe tanto conoscere il progetto didattico che porta queste società private a garantire il raggiungimento assoluto dell’obiettivo proposto e attraverso quali strategie possano essere così spavaldi e sicuri di quanto affermano.
Per concludere ho letto sul web che non vi sono sedi in tutta Italia. Sono abbastanza certo che questa società apra degli uffici dislocati in alcune province per reclutare studenti dispersi e disperati per poi gestire il percorso a distanza e garantire poi il superamento degli esami finali.
La sede degli esami diventa un luogo magico dove i “docenti” sono corrotti e pagati dal dirigente scolastico (imprenditore privato) per chiudere occhi e orecchie in modo da garantire il sei politico e stampare certificati di idoneità vuoti e profumatamente acquisiti.
Volete una semplice e facile soluzione al diffondersi di questo business?
Gli esami di Idoneità e di Maturità, svolti nel territorio nazionale, devono essere obbligatoriamente svolti dai candidati privatisti presso scuole pubbliche presenti nella provincia dove il candidato privatista ha la residenza nell’ultimo anno scolastico.

