È proprio vero che passati i 40 anni entri in un nuovo capitolo della tua vita: diverso, consecutivo, continuo e aggiungiamo migliore?
Sicuramente a vent’anni vivi e assapori i giorni con uno spirito più leggero.
Il tempo è fluido, variabile e con diversi e accesi colori.
Il passato non ha un peso, l’oggi è un frutto da gustare a pieno e il futuro un pensiero che ti tocca o ti sfiora, leggero come quella brezza che arriva a settembre dopo una rovente estate.
È il periodo delle grandi compagnie, tutti si presentano e ci appaiono come amici e l’amore è fatto di avventure o di esperienze temporanee.
Il divertimento è una priorità e il tempo libero non è mai visto come sprecato.
L’energia non manca mai quindi, le tante e diverse attività quotidiane, si sposano a lunghe nottate dove il sonno e il riposo possono tranquillamente attendere.
La curiosità e il desiderio di sperimentare sono i dogmi di un periodo di crescita e di forte vitalità.
Arrivati alla soglia dei 40 come cambia il ritmo e il senso della nostra esistenza?
L’esperienza accumulata nei primi venti ci plasma e modifica i nostri pensieri, abbiamo una diversa e profonda percezione del mondo e della nostra intera esistenza.
Il lavoro e la famiglia ci ingabbiano in un recinto fatto di progetti, responsabilità, limitazioni e inevitabili privazioni.
Il tempo è una lancetta che scandisce ritmi, luoghi e impegni. Il tempo libero diventa un dono prezioso che va organizzato con cura e precisione.
Il passato inizia a riempirsi di ricordi che ci aiutano nelle scelte, ma allo stesso tempo influenzano le nostre future azioni.
Diventiamo riflessivi, cerchiamo disperatamente un senso a tutto quello che ci accade e proviamo a raggiungere quei traguardi che da giovani sembravano lontani miraggi.
Sentiamo forte il valore dell’oggi e il futuro un po’ preoccupa perché non lo percepiamo più come certo e scontato.
I numerosi amici di una volta diventano quasi magicamente comparse di un vecchio film e i pochi rimasti sono quelli che meglio di altri si sono adattati e incastrati alla nostra evoluzione.
Cresce in noi forte la consapevolezza di chi siamo e di cosa vogliamo.
Siamo predisposti a rinunciare a quello che non serve e lottiamo per quello in cui crediamo.
Difficilmente scendiamo a facili compromessi e cerchiamo di imporre con forza e tenacia la nostra visione della vita.
Forse a volte manchiamo di flessibilità e di adattabilità ed è per questo che il gap generazionale diviene marcato e fortemente percepito.
Ma in fondo questo cambiamento ci rende migliori o semplicemente diversi rispetto a ciò che eravamo?
Sono certo che non siano il passare degli anni a stabilirlo, ma la maturità e la voglia di evolverci.
Vi sono quarantenni fermi ai loro vent’anni che cercano ostinatamente di rivivere i vecchi fasti. Sono coloro che non accettano il cambiamento e forse lo ostacolano come se potessero realmente farlo.
Vi sono poi persone che accettano e si adattano al cambiamento cercando di godersi questo passaggio e di capirne il senso.
Ogni capitolo del nostro personale e unico libro va prima di tutto accettato e capito.
Il destino e la fortuna ci permettono di riempire nuove pagine bianche con storie che arricchiscono il percorso e ci permettono di essere quelli che in fondo al nostro cuore desideriamo essere.

