Durante gli anni ’90 chi erano i tuoi eroi? Oggi i ragazzi si rispecchiano negli sportivi e nei protagonisti dei film della Marvel sugli Avengers. Io da piccolo guardavo la WWE e trovavo nei loro atleti uomini dotati di superpoteri.
Mi ricordo la prima volta che vidi entrare un uomo grosso, abbronzato con i colori rosso e giallo, una bandana in testa e la bandiera americana in mano. La sua canzone d’ingresso era: “I am a Real American” e la gente impazziva e diventava un tutt’uno con lui.
Quell’uomo si chiamava Hulk Hogan è fu senza dubbio il mio primo eroe. Rappresentava il popolo americano che lottava contro tutti coloro che mettevano in dubbio la supremazia americana verso il resto del mondo (la politica non era immune al fascino del wrestling).
Questa forma di spettacolo e di intrattenimento era seguitissima dalle famiglie americane mentre in Italia molti scettici lo ritenevano una classica “americanata”. Molti associavano il wrestling alla lotta libera o alla box e il paragone non poteva reggere.
Perché ho continuato nel tempo a seguirlo? Il motivo sta nella capacità di immedesimarsi nelle storie che i diversi protagonisti vivono nel corso del tempo. Vince McMahon è da sempre il capo dell’azienda ed è lui la mente che scrive e dirige le vicende dei singoli protagonisti. Lui decide quando un eroe diventa un antieroe, chi appare e chi scompare dalle scene, chi ritorna, chi è amico o nemico di chi, chi ama e chi odia, chi tradisce, perdona e infine muore.
L’intreccio delle storie è quello che rende questo sport un vero e proprio show, il ring non è altro che l’epilogo di un qualcosa che nasce e si evolve fuori da esso. Tutto quello che accade e che si dice non fa altro che alimentare la curiosità della gente verso un incerto epilogo. Quello che attrae la gente in questo mondo “apparente” è la curiosità, il gossip, il volersi schierare dalla parte del bene o del male in un filo sottilissimo dove i personaggi passano da un’estremo all’altro per motivi che a volte non ci è dato sapere.
Dove ritroviamo l’epilogo delle più grandi storie? Nel più grande evento che la famiglia McMahon potesse mai immaginare: Wrestlemania. Questo è il main event di tutti i main event, il luogo dove gli appassionati di tutto il globo vorrebbero essere. L’evento che ogni anno si celebra durante la prima domenica di aprile e che quest’anno torna ad aprire le porte ad un numero limitato di persone (si parla di 25.000 persone) per due serate.
Tutti i wrestler sognano di esserci, alcuni di loro ambiscono a partecipare all’ultimo incontro, alcuni cercano un gesto, una parola, una singola mossa che possa diventare il loro “Wrestlemania moment”. Vi sono atleti che hanno dato il meglio in quella notte, chi è stato capace di scioccare il mondo, chi ha deluso e chi non è stato capace di reggere la pressione di un balzo davanti a più di 100.000 persone in piedi ad applaudire ed incitare il proprio beniamino.
Tutto inizia e finisce in una notte, i ricordi restano poi in eterno.

