Il buon Blasco cantava spensierato all’inizio degli anni ‘80:
Ti voglio bene
non l’hai mica capito
Ti voglio bene
lascia stare il vestito
Ti voglio bene
non cambiare discorso dai non scherzare!
Ti voglio bene
smetti di giocare
Ti voglio bene
a un certo punto ti devi dare
Ti voglio bene
non puoi farti eternamente corteggiare
Dove si colloca il confine tra il voler bene e l’amare qualcuno?
Se lo immaginate all’interno di un pranzo, lo vedreste più come antipasto o come portata principale?
Si associa sempre il bene, anche profondo, all’amicizia tenendolo ben distante da un rapporto speciale che definiamo amore.
Ma un compagno non dev’essere anche un ottimo amico?
Perché è più semplice confidarsi dove vi è amicizia ed è così difficile farlo verso chi si ama?
I segreti più intimi, quelli che in passato si racchiudevano in vecchi diari, si dicono solo all’amico del cuore.
Il bene resta in superficie e si esprime con leggerezza, l’amore scivola nel profondo e difficilmente lo si esterna.
L’amicizia è per sempre, l’amore a tempo determinato. Regola o eccezione?

