Oggi vi voglio raccontare di Marco.
L’ho conosciuto questa estate perché aveva due debiti da recuperare e poca voglia di studiare.
Si presenta con una maglietta bianca attillata, una catena in argento e i classici pantaloni stretti neri a vita bassa senza cintura con un pezzo di boxer in evidenza. Sneaker di ordinanza bianche, un casco nero sotto braccia e la classica pettinatura a funghetto 🍄 che va di moda tra i giovani.
Voce e sguardo basso, nessun sorriso, classico quaderno e libro sgualciti e un astuccio dotato di mezza penna mangiata e una matita senza punta.
Cosa avreste pensato?
Bullo di periferia che appartiene ad una gang che durante il fine settimana organizza risse, oppure beve e assume droghe sintetiche per sballarsi e combinare guai in giro.
Passano le lezioni e inizio a vedere in lui un piccolo sorriso. Mi dimostra una spiccata intelligenza che, attraverso le mie spiegazioni, lo portano verso valutazioni sufficienti e appaganti.
Acquista fiducia in se stesso e inizia il nuovo anno scolastico con prove buone e una rinnovata fiducia nelle sue capacità e nella convinzione di poter essere uno studente normale.
Non fuma, non beve, non va in giro a fare casino e si diverte con pochi amici senza recare danni a terzi.
Vedete come le prime impressioni possono essere del tutto errate e come spesso portiamo dentro di noi pregiudizi su queste nuove generazioni.
Oggi mi racconta che domenica scorsa ha preso il motorino ed è andato da solo al mare.
Corre verso il pontile per vedere il tramonto.
Pure romantico.
A fine lezione apro una scatola magica e gli regalo un quarto di dollaro che custodisco gelosamente come ricordo dei miei passati viaggi oltre oceano.
Voglio che il 2025 gli porti tutta la fortuna 🍀 del mondo, lui se la merita tutta 🙏❤️😊.

