Ieri pomeriggio mentre stavo facendo i saluti al sole (pratica legata allo yoga) ho iniziato a piangere. La mia pancia vibrava ed io non ho fatto altro che assecondarla. Mi sono sdraiato a terra e ho lasciato che tutto il dolore uscisse. Ho deciso di accogliere la mia parte emotiva e di prendermene cura.
Non bisogna mai lasciare dentro le proprie emozioni e il dolore necessita di essere ascoltato e accompagnato fuori.
Ad un certo punto mi sono chiesto il motivo per il quale stessi piangendo.
Credevo che la mia sofferenza fosse legata al comportamento di chi mi aveva lasciato, ed invece il vero motivo ero semplicemente io.
Avevo sempre creduto di potermi fidare di lei, del suo cuore e delle sue emozioni. Avevo creduto che non mi avrebbe mai lasciato e che avrebbe lottato per me e per noi.
La verità, dura e amara da accettare, è che mi sono sbagliato.
Proprio io, la persona che ha fatto del proprio istinto la propria strada.
Sentivo forte la percezione di aver trovato la compagna di una vita intera, la mia migliore amica, la mia compagna di viaggi e di avventure, la mia tenera amante.
Quella persona per la quale ho fatto scelte lavorative che oggi ho dovuto mettere in discussione. Quella nuova casa, più ampia e spaziosa, dove un giorno avremmo potuto convivere e farla diventare spazio condiviso. Quella macchina più grande dove un giorno poter mettere dietro un seggiolino.
Ho fatto delle scelte che forse all’epoca non erano state dichiarate ma, inconsciamente, mi stavano portando verso quella direzione.
Oggi tutto questo è diventato un sogno del passato, restano tante parole non dette e comunicazioni che non potrò più avere con lei.
Sono solo io l’artefice del mio futuro e il primo passo da fare è quello di prendere il tutto e metterlo dentro quel cassetto che non avrei mai voluto aprire.
Ammettere a me stesso di aver preso un grosso abbaglio non è facile e quindi devo partire dal perdonarmi.
Si, caro Simone, sii comprensivo, tollerante, dolce e premuroso verso te stesso. Accetta i fatti e l’evidenza delle azioni. Lei non ti cerca, non ti scrive, non ti pensa e soprattutto non ha mai lottato per te.
Non ha mai fatto un passo verso di te e ha sempre scelto solo ed esclusivamente per il suo bene.
Il suo egoismo e la sua immaturità emotiva sono la sintesi di una storia basata sulla semplice soddisfazione di bisogni.
Eri un mezzo per raggiungere un fine.
Rallegravi la sua vita quando la tua non necessitava di lei.
Riempivi dei buchi e la mancanza di parole e di gesti affettuosi ne sono la palese evidenza.
Ora che tutto è chiaro devi mettere a tacere il tuo cuore.
Devi dirgli chiaramente che non potrà essere ascoltato e riempito di quell’amore che oggi vorrebbe tanto avere.
Torna ad essere razionale e ad accettare che nella vita ci si sbaglia e che le persone a volte usano delle maschere per prendersi una parte della tua gioia e della tua solarità.
E’ tempo di ritornare a sorridere, di far crescere quel grande sole che porti dentro e, magari un giorno, donare tutto quello che porti dentro ad una persona che lo voglia veramente e che sappia costruire con te quella famiglia che da piccolo non hai avuto.
Sii forte e vedrai che tutto andrà bene perché sei una persona buona, sensibile e con un grande cuore.

